Conte saluta: "Non merito di essere trattato così"

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NAPLES, ITALY - 2021/06/15: The political leader of the 5 Star Movement, Giuseppe Conte, during the press conference for the presentation of the candidate for mayor of Naples, Gaetano Manfredi. (Photo by Marco Cantile/LightRocket via Getty Images) (Photo: Marco Cantile via Getty Images)
NAPLES, ITALY - 2021/06/15: The political leader of the 5 Star Movement, Giuseppe Conte, during the press conference for the presentation of the candidate for mayor of Naples, Gaetano Manfredi. (Photo by Marco Cantile/LightRocket via Getty Images) (Photo: Marco Cantile via Getty Images)

“Non merito di essere trattato così”. Conte è amareggiato, arrabbiato, deluso per le parole che Beppe Grillo ha sganciato come pietre di fronte ai parlamentari. In particolare quando il Garante ha invitato l’avvocato di Volturara Appula a studiare la storia del Movimento: “Io sono il visionario, il Garante, non lui”. Ora l’ex premier si dice pronto ai saluti, ai titoli di coda, quando ribadisce il suo “no” a una diarchia con Beppe Grillo. Infatti a mezzogiorno e un quarto aveva definito “irrecuperabile” la situazione che ormai si è creata all’interno del Movimento 5 Stelle. A tarda sera, alle 20, nulla è cambiato. Anzi. Conte, che nel febbraio scorso aveva ricevuto l’incarico di rifondare M5s, fa sapere ancora una volta che “non ci sono margini” per ricucire con Grillo e che spiegherà le sue ragioni lunedì in conferenza stampa. Nel frattempo però i ministri M5s faranno di tutto affinché si riallaccino i fili del dialogo tra i due. Ci sono 48 ore di tempo, ma non è detto che siano risolutive.

Nel primo pomeriggio tre big del Senato, Ettore Licheri, Paola Taverna e Stefano Patuanelli, suonano al citofono dell’ex premier. E mentre si lasciano il portone alle spalle, le uniche parole vengono pronunciate dal capogruppo: “Siamo dentro un confronto fisiologico, stiamo scrivendo un nuovo soggetto politico. È una bellissima cosa ma non è facile, dateci del tempo”. Sembrerebbe ostentare ottimismo, ma due ore dopo, al termine dell’incontro, i volti sono scuri e nessuno rilascia dichiarazioni.

Il responso arriva poco dopo. Tutti confidavano in Patuanelli, nelle sue doti da mediatore, ma nulla di fatto. Questo primo tentativo è fallito. Conte pretende delle scuse da Grillo e soprattutto non vuol cedere a tutte le richieste che arrivano dal Garante: “Non sono qui per fare il prestanome...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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