Conte a Sarraj: Italia sensibile a condizioni detenzione migranti

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Roma, 18 set. (askanews) - Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha segnalato al primo ministro libico Fayez al-Sarraj, nel corso del loro incontro a Palazzo Chigi, la fortissima sensibilità dell'opinione pubblica italiana sulle gravi condizioni umanitarie, le questioni migratorie e la gestione dei centri di detenzione. Esortiamo da tempo - ha spiegato il capo del governo, secondo quanto filtra da fonti di Palazzo Chigi - una sinergia più forte con le agenzie Onu sul terreno e siamo promotori di un rinnovato sostegno a tutti i livelli, nazionale e con le organizzazione internazionali. Auspichiamo che Serraj possa garantire un forte senso di responsabilità e confidiamo molto nella cooperazione esistente tra le Autorità competenti dei due Paesi.   Continuiamo a sollecitare tutte le parti in causa - ha detto Conte al suo omologo libico, secondo le stesse fonti - ad adottare tutte le necessarie misure per proteggere la popolazione civile nel rispetto del diritto internazionale umanitario. Operiamo di concerto con i partner internazionali e in stretto coordinamento con Salamè per porre fine al conflitto e rilanciare il processo politico. In questo senso, pensiamo che le iniziative diplomatiche in corso di organizzazione potranno rappresentare un prezioso aiuto per mantenere alta l'attenzione e promuovere una reale de-escalation. E' chiaro che ognuno dovrà fare la sua parte. Il riferimento va all'ipotesi di Ministeriale sulla Libia ai margine dell'Unga ed alla Conferenza internazionale che Berlino intende ospitare in autunno. In questa roadmap ideale si pone anche la conferenza intra-libica quale testimonianza di una vostra concreta ownership nazionale.   A giudizio di Conte l'iniziativa a New York, favorita da Italia e Francia congiuntamente sotto egida Onu, può fornire un segnale importante di coesione internazionale e fare chiarezza su un percorso che vogliamo effettivamente condiviso. Nell'incontro di stasera con il presidente Macron, la Libia sarà parte centrale del colloquio. Si tratta di elaborare seguiti utili per la preparazione dell'evento internazionale successivo. Questa operazione di coordinamento ha già avuto avvio ieri, in occasione della riunione tenutasi a Berlino a livello di Inviati Speciali, da cui è emerso un chiaro segnale che la Comunità internazionale intende spingere per un cessate-il-fuoco e la ripresa del percorso interrotto dopo Abu Dhabi.