Conte, stop alla strategia dell’attesa: “A giorni il nuovo M5S”

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 29 apr. (askanews) - Giuseppe Conte, alla fine, pare convinto: non può più stare in silenzio, rinviare, promettere, consultare. Al previsto appuntamento della tavola rotonda on line con il segretario del Pd Enrico Letta (organizzata dal "pontiere" del Pd Goffredo Bettini) aggiunge in mattinata una intervista con il Festival del Lavoro: "Ormai - annuncia - i tempi sono maturi e nei prossimi giorni ci sarà un grande evento. Discuteremo il nuovo Statuto e la Carta dei principii e dei valori che servirà a dare una chiara identità al Movimento. Su quello ci misureremo e poi verranno eletti i nuovi organi di vertice".

Dopo aver accettato forse un po' frettolosamente, a fine febbraio, l'investitura di Beppe Grillo per la "rifondazione" del Movimento 5 stelle, l'ex presidente del Consiglio si è inabissato nello studio degli statuti e delle regole interne. E' rimasto impastoiato negli strascichi dell'interminabile braccio di ferro fra il capo politico uscente Vito Crimi e il presidente dell'Associazione Rousseau Davide Casaleggio, gestore dell'infrastruttura della "democrazia digitale" stellata. Ha provato a convincere deputati e senatori che conviene investire nel futuro del M5S proprio nel momento in cui le richieste di contributi finanziari della nuova struttura contabile gestita dal tesoriere Claudio Cominardi ha creato diffidenze, malumori e voci ricorrenti sul desiderio di molti parlamentari di sposare la causa del gruppo Misto.

Ma le scadenze premono: c'è da immaginare un percorso per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica; prima ancora ci sono le elezioni amministrative per le quali serve una leadership legittimata a trattare con il Partito democratico; e nell'immediato occorre indicare una linea politica al M5S, mentre alcuni punti chiave della loro esperienza di governo sono sotto pressione da parte degli "alleati" del governo Draghi: dalla riforma della prescrizione ai provvedimenti economico-sociali come il reddito di cittadinanza o il decreto dignità. Non a caso, parlando in mattinata alla platea dei consulenti del lavoro Conte rivendica il "blocco generalizzato dei licenziamenti" nel momento più drammatico dell'emergenza pandemica: misura "decisiva dal punto di vista economico ma anche doverosa sotto il profilo etico".

Ospite dell'iniziativa dem nel pomeriggio Conte fa sfoggio di cultura, pare quasi voler creare una atmosfera da convegno dell'Istituto Gramsci in omaggio all'anfitrione Bettini. Cita Norberto Bobbio, parla di Weltanschauung, e boccia il sovranismo che giudica "inadeguato" e relega a destra. Mentre, spiega, "M5s potrebbe rivelarsi una forza politica senz'altro di sinistra. Se la destra è conservazione, M5s è stata la forza più determinata a modernizzare il Paese". Non si rifugia nella modestia quando si tratta di descrivere la nuova fase del Movimento: "Ancora qualche giorno - annuncia, formalmente ancora da non iscritto - e completiamo questo grande processo costituente".

"La svolta di Conte - racconta oggi una fonte interna molto qualificata - sta nella decisione di accelerare la presa politica sul Movimento. Conte ha capito che non può prendere ancora tempo. E' nelle cose che qualcun altro possa andare via dai gruppi parlamentari ma appunto qualcuno: non si può correre il rischio di iniziare la nuova fase con un contenitore vuoto. Anche se è vero che per risolvere le questioni formali-legali ci vorrà ancora un po'". L'ex capo del Governo, in effetti, nel faccia a faccia con Letta ammette che "si dovranno risolvere alcune questioni per rendere più credibile questo processo" anche attraverso "un chiarimento sulla piattaforma digitale" perché "la responsabilità politica deve essere distinta dalla gestione tecnica". Domani fra l'altro c'è l'udienza della Corte d'appello di Cagliari che deve decidere sul ricorso presentato dal M5S contro la nomina di un "curatore speciale" che dovrebbe ricostituire gli organismi dirigenti imponendo l'elezione del nuovo comitato direttivo previsto dallo Statuto. A deputati e senatori in ansia per il loro futuro (stasera vedrà capigruppo e vertici M5S nelle commissioni parlamentari in una nuova riunione on line) torna a promettere un possibile ripescaggio: "La competenza è importante: 'uno vale uno' è fondamento di un principio democratico, ma certo - spiega - non può significare che quando si tratta di investire le persone di responsabilità e incarichi istituzionali non occorra la competenza e anche la capacità", quest'ultima allusione apparente all'esperienza: cioè a chi ha già svolto i famigerati due mandati elettivi, che vorrebbe quindi sapere - oggi, non fra qualche mese - se nel M5S può avere un futuro.