## Conte stringe per dl da 3,6 mld e cerca massimo consenso

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Roma, 3 mar. (askanews) - Il governo lavora a un decreto da 3,6 miliardi per affrontare le conseguenze economiche dell'emergenza coronavirus. Il pacchetto dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri entro la settimana ma intanto il premier Giuseppe Conte cerca di costruire la massima condivisione possibile sugli interventi da mettere in campo, sia nella maggioranza che con l'opposizione, da cui arrivano però forti critiche e la richiesta di maggiori risorse.

In vista del varo del provvedimento, il presidente del Consiglio ha avviato una serie di incontri: oggi prima con i capi delegazione delle forze di governo e con il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri e poi con i capigruppo dei partiti, domani mattina alle 10 riunirà tutti i ministri e poi nel pomeriggio ha convocato le parti sociali. Possibile anche un confronto con i governatori, in teleconferenza.

Nella maggioranza, il Pd aveva incontrato già ieri nella sede del Nazareno le parti sociali (cosa che non è piaciuta ai pentastellati) annunciando poi, con Gualtieri e il viceministro Antonio Misiani, "una manovra da 3,6 miliardi che verrà approvata entro questa settimana" per "aiutare l'Italia a reagire e a ripartire". "Un decreto importante - ha commentato il capogruppo al Senato Andrea Marcucci - a noi la responsabilità di recuperare le risorse necessarie. L'economia ha bisogno di supporto e rilancio, il governo e il Parlamento se ne devono far carico, mi auguro con la collaborazione di tutti". Da parte sua, Italia viva ha portato a Conte un insieme di proposte. La principale, anticipata da Matteo Renzi in una diretta Facebook, è la richieste di sospendere il pagamento dei mutui e dei prestiti da parte di famiglie e imprese per tutto il 2020 e in tutta Italia. "L'Europa - ha detto - aiuti le banche italiane per permettere a chi non ce la fa a pagare le rate del mutuo o del prestito" di sospendere i pagamenti per tutto il 2020. Italia Viva, con Luigi Marattin, approva anche il primo stanziamento di 3,6 miliardi ma chiede di andare oltre: "Ci sarà bisogno di altre cose e siamo pronti per farle - ha detto - ma dobbiamo evitare di spendere male le risorse".

Il Movimento 5 stelle, con il capo politico Vito Crimi chiede che l'Europa allenti "in modo sensibile i vincoli di bilancio" e presenta un suo pacchetto di proposte: "norme speciali per gli appalti pubblici, seguendo il modello Genova; ampliare e stabilizzare gli incentivi agli investimenti compresi nel piano Industria 4.0; potenziare il bonus edilizio per gli interventi di efficienza energetica, spingendo le spese verso l'integrale detraibilità; assumere personale per il comparto sanitario; varare un intervento a tutela del 'made in Italy' e dell'export del valore combinato di oltre 600 milioni di euro; aumentare fino a 750 milioni la dotazione del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese". Leu, con Federico Fornaro, chiede che l'Ue "metta in campo da subito un piano Marshall per salvare e rilanciare l'economia italiana ed europea" e sottolinea la necessità, innanzitutto, di salvaguardare e sostenere "il sistema delle piccole e medie imprese".

Per quanto riguarda le opposizioni, sia la Lega che Forza Italia mettono le mani avanti e non assicurano il voto favorevole ai provvedimenti del Governo. Per l'emergenza economica, ha detto Matteo Salvini, "servono più di 50 miliardi" e "se il decreto del governo arriva in aula con questi soldi, 3 miliardi, e questa burocrazia, con queste lacune, non lo votiamo, sicuramente non votiamo una cosa che non serve al Paese". Tra le proposte del Carroccio ci sono l'esonero per tutto il 2020 dai pagamenti delle tasse; l'estensione della cassa integrazione al commercio, ai negozi, all'artigianato e alle piccole imprese; la sospensione degli studi di settore per i liberi professionisti; la sospensione dei versamenti Iva previsti nei prossimi giorni; il pagamento immediato dei debiti della P.a. verso i privati; la sospensione dell'Irap; l'abbassamento dell'Iva sul turismo a livello europeo e voucher per le vacanze in Italia degli italiani. Anche Forza Italia non assicura il suo voto "a scatola chiusa" al decreto le cui risorse sono, per gli azzurri, troppo limitate. Da subito, per Fi, occorre, tra l'altro, "agevolare i finanziamenti degli istituti di credito alle imprese" e "immettere liquidità nell'economia" modificando i parametri europei di Basilea. "Il governo - ha scandito la capogruppo a Montecitorio Maria Stella Gelmini - deve smettere di trattarre le imprese come un nemico. Non servono misure tampone ma un grande progetto di rilancio e l'ultimo decreto del governo fa acqua da tutte le parti".