Conti e deficit, domani riunione interdicasteriale in Vaticano -3-

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Città del Vaticano, 19 set. (askanews) - Al tema del costo del personale si sarebbe poi aggiunto quello del calo degli introiti, in uno scenario economico mondiale incerto, al quale non sarebbero estranee le difficoltà incontrate da diverse Chiese - non da ultima, quella statunitense - alle prese con gli indennizzi da pagare alle vittime di abusi sessuali, nonché l'annosa questione degli investimenti dei diversi uffici vaticani. Un quadro economico non roseo, insomma, tanto che a inizio di settembre, il Wall Street Journal ha scritto che nel 2018 il deficit della Santa Sede (distinto da quello del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano) è raddoppiato a circa 70 milioni di euro su un budget di circa 300 milioni, ed ha citato una lettera del maggio precedente nel quale Papa Francesco avrebbe chiesto al cardinale Marx di "informare i rispettivi responsabili sulla gravità della situazione" e "studiare tutte le misure ritenute necessarie per salvaguardare il futuro economico della Santa Sede e per assicurare che siano messe in atto il prima possibile". Rispondendo alle domande dei giornalisti, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha confermato che "nell'ambito dell'attività del Consiglio per l'Economia si svolgerà un incontro interdicasteriale nella mattina del prossimo 20 settembre".

Il Consiglio per l'Economia, coordinato dal cardinale Marx, ha il "compito di sorvegliare la gestione economica e di vigilare sulle strutture e sulle attività amministrative e finanziarie dei dicasteri della Curia romana, delle istituzioni collegate con la Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano", mentre la Segreteria per l'Economia attua il controllo e la vigilanza sugli enti di cui si occupa il Consiglio. Ruolo più operativo, dunque, ma in qualche modo fermo da un paio di anni poiché il prefetto, era il cardinale George Pell, al momento in carcere in Australia per abusi sessuali su minori in attesa di sapere se verrà accolto il suo appello alla Corte suprema. A prescindere dalla sua vicenda, ad ogni modo, Pell non è più prefetto della Segreteria per l'Economia e quella casella rimane vuota.