Continua calo nella raccolta di sangue cordonale -2-

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Roma, 17 giu. (askanews) - In Italia sono 270 i punti nascita attivi per la raccolta del sangue cordonale, sostanzialmente stabili rispetto ai 274 dell'anno precedente. In totale il Registro Italiano Donatori di midollo osseo (IBMDR), sportello unico per la ricerca di cellule staminali emopoietiche (CSE) da donatore non familiare, collegato agli omologhi nel resto del mondo per il coordinamento del rilascio delle CSE per trapianto, conta al 31 dicembre 2019 37.528 unit di sangue cordonale italiane, estesamente tipizzate e disponibili per l'uso terapeutico. Dall'inizio dell'attivit della Rete italiana delle banche di sangue cordonale (ITCBN), sono state 1550 le unit da essa rilasciate per trapianto da donatore non familiare e 190 quelle dedicate rilasciate per il trapianto da donatore familiare. Sui circa 300mila parti effettuati nei 270 centri di raccolta afferenti alle Banche di sangue da cordone ombelicale, pari al 64,3% dei parti totali in Italia, le unit di sangue cordonale sono state raccolte solo nel 3,5% dei casi.

"Le regole sulla conservazione (bancaggio) del sangue da cordone ombelicale - spiegano Giancarlo Liumbruno, direttore generale, e Simonetta Pupella, responsabile dell'area medica del CNS - si sono rese necessarie per rispondere alle esigenze cliniche dei trapiantologi e offrire ai pazienti un prodotto terapeutico pi efficace. Il ridotto numero di unit rilasciate, anche questo in calo negli ultimi anni, si determinato per l'utilizzo, sempre pi frequente, del cosiddetto donatore aploidentico, ovvero parzialmente compatibile, di solito un genitore, reso possibile grazie all'utilizzo di farmaci che riducono il rischio di rigetto".