Contratti: Treu, 'troppi quelli fantasma, serve codice unico identificazione'

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"Il Cnel oggi ha troppi contratti collettivi di lavoro, dieci anni fa questo problema non c'era, ma il mondo è cambiato e qualcuno fa il furbo. Noi stiamo facendo una valutazione mettendo in coordinamento i contratti che abbiamo noi, con quelli di Anpal e Inps. Ed è emerso che ci sono contratti noti a tutti, e poi ci sono i contratti fantasma. Noi quindi abbiamo proposto al Parlamento di fare un codice unico di identificazione, una sorte di targa che toglie di mezzo un numero consistente degli 800 e oltre contratti presenti al Cnel". Lo ha detto il presidente del Cnel, Tiziano Treu, intervenendo a 'Forum Tutto Lavoro 2019' in corso a Roma.  

L'ex-ministro del lavoro ha sottolineato che "tutti i paesi europei hanno l'efficacia generale dei contratti collettivi, la cosidetta 'ega omnes', che prevede che i contratti non siano carta straccia ma che vadano rispettati". "Qui non si può dare efficacia generale perché si dovrebbe fare seguendo l'art.39 della Costituzione, e non lo si è mai voluto fare, però -ha aggiunto- almeno sulla parte salariale sembra che oggi si possa fare, nel governo sembra che ci sia accordo su questo".  

Secondo Treu, però, anche le parti sociali devono fare la loro parte: "Dovremmo cercare di contribuire a semplificare il numero dei contratti ma questo dipende dalle parti, e non dal legislatore. Un po' alla volta, non in due giorni", ha spiegato. E per Treu, oltre che il salario, è fondamentale anche la parte normativa dei contratti: "Se qualità deve essere, si gioca molto sulle parti normative, oltre che sul salario. Noi diamo la nostra opinione su quelli che ci sembrano gli indicatori di qualità sui contratti, abbiamo appena iniziato", ha detto. 

E per il presidente del Cnel l'accordo interconfederale tra Cifa e Confsal "è un pezzetto" nella strada della semplificazione dei contratti "è intersettoriale e riguarda due micro settori e va in quella direzione, però la strada è più ampia e più lunga, ma iniziamo a percorrerla. Ma dipenderà dalle parti, perché non potrà il legislatore dire 'guardate i contratti sono tre e non 300'".