Contro abuso di alcol, Scozia vuole alzare i prezzi

Londra (Regno Unito), 14 mag. (LaPresse/AP) - Dopo che il primo ministro britannico David Cameron ha ammesso la portata dell'abuso di alcol nel Paese definendolo uno "scandalo" nazionale, il governo della Scozia azzarda una contromisura. Vuole combattere gli eccessi di consumo di alcolici imponendo un prezzo minimo di 50 pence (80 centesimi dell'euro) per unità alcolica. Se la misura sarà approvata, una bottiglia di vino non potrà costare meno di 4,70 sterline (circa 5,80 euro). Nelle serate del fine settimana, la cattiva abitudine di bere fino all'ubriachezza fa salire drasticamente il numero delle persone che si sentono male e hanno bisogno di soccorso. Ultimamente, sempre di più tra i giovani.

Secondo gli esperti, il cosiddetto 'binge drinking', ossia l'assunzione di grandi quantità di alcol in un breve intervallo di tempo, ha raggiunto livelli critici nel Regno Unito. Il National Health Service, il sistema sanitario nazionale del Paese, spende 2,7 miliardi di sterline (3,3 miliardi di euro) per rispondere all eemergenze legate al consumo eccessivo di bevande alcoliche. Nell'ultimo decennio nel Regno Unito i casi di malattie del fegato sono aumentati del 25% e colpiscono sempre più i giovani. Secondo i medici, questo aumento è dovuto all'obesità e consumo eccessivo di alcol. "Indubbiamente i medici vedono più pazienti dell'età compresa tra i 20 e i 30 anni, cosa che sarebbe stata insolita vent'anni fa", ha affermato Chris Day, specialista in malattie del fegato all'università di Newcastle.

Ciononostante la maggior parte degli esperti è d'accordo che i britannici complessivamente non bevano più degli abitanti di altri Paesi europei: dal 2008 il livello di consumo complessivo di alcol è infatti diminuito. Il problema, spiegano gli esperti, è che un gruppo di persone beve troppo in brevi intervalli di tempo. "Il punto è come ci comportiamo quando beviamo: abbiamo a che fare con persone che fanno sfoggio in pubblico di ubriachezza sconsiderata", ha notato Jamie Bartlett, un ricercatore del think tank londinese Demos, che si occupa di abuso di alcol. "Non è una questione di consumo - ha aggiunto - ma di comportamento".

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