Contro il contagio la Gran Bretagna ha scelto una strategia diversa

Davide Sarsini
Il primo ministro inglese Boris Johnson (Alberto Pezzali - WPA Pool/Getty Images)

In Gran Bretagna infuriano le polemiche sulla linea di gradualità scelta dal governo per rispondere all'emergenza coronavirus. Sir Patrick Vallance, il primo consigliere scientifico dell'esecutivo di Boris Johnson, ha spiegato che l'obiettivo è creare "un'immunità di gregge" prima del prossimo inverno. Vallance ha avvertito che il Covid-19 è destinato a diventare "molto probabilmente un virus annuale, un'infezione stagionale annuale", di qui la necessità di scaglionare nel tempo le misure più restrittive.

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Il timore di Londra è che se non ci sarà una diffusione del virus ampia in questi mesi, l'epidemia è destinata a riemergere in inverno quando il sistema sanitario sarà già al limite del collasso.

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L'ex ministro della Salute Jeremy Hunt ha criticato il governo per il rinvio di misure più drastiche come la chiusura delle scuole e lo stop agli assembramenti e ha osservato che Londra è "un'eccezione" tra i maggiori Paesi europei con la sua linea attendista. Ma Vallance ha replicato che il governo Johnson vuole "cercare di spalmare il picco, non di eliminarlo completamente": "Ciò che non vogliamo è che tutti se lo prendano in breve tempo intasando i servizi sanitari". "Al tempo stesso, poiché la grande maggioranza delle persone ha sola una malattia blanda", ritardando le misure restrittive "costruiamo una sorta di immunità di gregge in modo che più persone siano immuni al virus e si riducano i contagi mentre proteggiamo le persone più vulnerabili". "Se sopprimi qualcosa in modo molto, molto radicale, quando allenti le misure c'è un effetto di rimbalzo e questo rimbalzo arriva al momento sbagliato", ha insistito Vallance. 

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In assenza di un vaccino, l'immunità di gregge che consente alle popolazioni di proteggere gli immunodepressi grazie all'acquisizione di anticorpi da un virus da parte della maggioranza della popolazione potrà essere sviluppata solo tra molti mesi. Nel frattempo, però, si rischia un picco epidemico con centinaia di malati nelle terapie intensive e il rischio che molti di loro muoiano. 

Per ora il governo Johnson ha risposto all'aumento dei contagi nel Regno Unito disponendo l'auto isolamento per una settimana per chiunque abbia febbre alta e tosse, eventualmente da estendere all'intera famiglia. Esclusa invece per ora la chiusura delle scuole, salvo specifiche raccomandazioni caso per caso, c'è solo l'indicazione non vincolante di sospendere tutte le gite scolastiche. Queste misure sono state adottate nell'ambito del passaggio dalla fase del contenimento a quella del rallentamento dell'emergenza ​ Il coronavirus sta causando la peggiore crisi sanitaria “da generazioni”, ha ammesso il premier britannico, è una “pandemia” che continua a diffondersi “nel mondo e nel Regno Unito".