Cooperative di comunità, on line nuovo bando Toscana

red/Rus

Roma, 16 gen. (askanews) - E' stato pubblicato il bando bis sulle cooperative di comunità toscane e c'è tempo fino al 28 febbraio per presentare domanda e godere dei contributi. Dopo un milione e duecentomila euro messi a disposizione nel 2018, con cui alla fine di quell'anno furono finanziati ventiquattro progetti in ventidue diversi comuni, la Regione rilancia adesso con altri 740 mila euro.

"Quando un anno e mezzo fa siamo partiti c'era una sola cooperativa di comunità in tutta la Toscana - racconta l'assessore Bugli -. Oggi sono ventiquattro e con il nuovo bando puntiamo a raddoppiarle. Tantissime realtà della Toscana mi hanno cercato per segnalare attenzione verso questo strumento ed è nata una grande attesa per disporre di una nuova occasione. Tutto ciò perché le cooperative di comunità si stanno imponendo come una delle innovazioni più importanti per numerosi territori".

Quelle di comunità sono cooperative speciali, di cui fanno parte tutti gli abitanti (o quasi) di un borgo. Esempio di economia collaborativa, molte di quelle che sono sbocciate da un anno a questa parte sono per lo più animate da giovani e donne, da gente che magari ha studiato e vuole provare a mettere a disposizione le proprie capacità nel posto dove è nata e non essere costretta invece ad andarsene. Le cooperative di comunità diventano così uno strumento per frenare lo spopolamento di territori marginali da rilanciare.

C'è chi ha puntato al turismo sostenibile e chi alla valorizzazione dell'ambiente o dei beni culturali del posto. C'è chi ha rivolto lo sguardo all'agricoltura, alla pesca o alla promozione di altre eccellenze enogastronomiche. L'obiettivo è creare occasioni di lavoro oppure mettere insieme attività economiche che da sole non avrebbero più la forza per andare avanti, da rilanciare magari attraverso le opportunità offerte dalla rete e collegamenti ad internet veloci. Tutte si sono spesso dimostrate pronte ad investire gli utili in servizi ai residenti o per la manutenzione di sentieri, strade, arredi urbani ed altri beni comuni. Ed è quello appunto che viene chiesto anche con il secondo bando appena uscito, che non si rivolge sol o a cooperative nate o che saranno costituite in aree montane od interne, ma anche magari in aree metropolitane o periferie urbane caratterizzate da minore accessibilità sociale, economica e di mercato che si traduce in rarefazione di servizi.(Segue)