Cooperative a R. Lombardia: disponibili per hub di vaccinazione

Red
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Milano, 4 feb. (askanews) - Le richieste di Confcooperative, Legacoop e Agci Lombardia agli Stati Generali del Patto per lo sviluppo: un piano vaccini capillare e diffuso che includa le cooperative come imprese attive, capaci di trasformare i luoghi di lavoro in hub di vaccinazione diffusa nei territori e nelle comunità. Per ripartire nelle migliori condizioni sanitarie e sociali possibili. La disponibilità è stata illustrata da Attilio Dadda, presidente di Legacoop Lombardia, in rappresentanza delle tre principali associazioni del movimento cooperativo lombardo tra cui Confcooperative Lombardia e AGCI Lombardia, guidate rispettivamente da Massimo Minelli e Cinzia Sirtoli.

"L'operatività del Piano presentato - ha detto Dadda - oggi deve rispondere a logiche di efficacia e di capillarità che Regione Lombardia dovrà attestare impiegando tutte le risorse qualificate disponibili. La campagna vaccinale e il raggiungimento dell'immunità di gregge hanno un alto potere di condizionamento verso le strategie economiche delle nostre cooperative associate e determineranno anche impatti occupazionali e tenuta complessiva delle filiere lombarde. E' per questo che affermiamo la nostra disponibilità ad essere coinvolti operativamente come imprese attive nel Piano, rafforzando la programmazione pubblica mediata tra Governo e Regioni".

"Serve uno sforzo straordinario complessivo di tutti" - ha proseguito Dadda nel suo intervento - "ad iniziare dall'approvvigionamento. Chiediamo a Regione Lombardia di valutare la possibilità di contratti di fornitura autonomi ad integrazione delle partite attribuite dal Commissario nazionale; di valorizzare le tante e significative cooperative lombarde di medici e di infermieri". "Oggi - ha aggiunto - dobbiamo essere coinvolti e resi attivi sulla più grande campagna vaccinale mai tentata in questa Regione a cui le imprese cooperative, assieme ad altri soggetti, possono apportare il proprio contributo e saper fare", e quindi "trasformare i luoghi di lavoro in hub di vaccinazione, fornendo i vaccini e la relativa assistenza, con minore dispendio di energie logistiche".

"Facciamo oggi a Regione Lombardia questa proposta - ha concluso Dadda - in coerenza con il sistema multicanale proposto dalla Vice Presidente e Assessore al Welfare Letizia Moratti, e chiediamo come movimento cooperativo lombardo - rappresentato da Legacoop Lombardia, Confcooperative Lombardia e AGCI Lombardia - che le nostre imprese cooperative, attivando i presidi interni e con il supporto delle cooperative di medici e infermieri, siano luogo di vaccinazione diffusa per i propri soci e lavoratori, per essere "Covid free" nel più breve tempo possibile, continuando a garantire i servizi essenziali a tutta la collettività. Dobbiamo questo impegno straordinario alle nostre imprese che restano attive, al nostro territorio, alle tante comunità che hanno pagato un prezzo altissimo in termini di vite e che hanno diritto oggi ad avere le migliori condizioni sanitarie e sociali per ripartire".