Cop 26, bozza di accordo guarda oltre conferenza per risultati nel lungo periodo

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Un modello gigante della terra è visto in una sala riunioni durante la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP26)

GLASGOW (Reuters) - La Gran Bretagna, che ha ospitato la conferenza Onu sul cambiamento climatico, ha invitato gli altri Stati a essere più ambiziosi nella riduzione delle emissioni di gas serra entro il prossimo anno, prendendo atto che gli impegni attuali sono inferiori a quanto necessario per evitare la catastrofe climatica.

Una prima bozza delle conclusioni della conferenza, che dovrà ora essere discussa dai quasi 200 Stati presenti a Glasgow, chiamati a trovare una versione comune entro la conclusione della conferenza, il prossimo venerdì, è stata rilasciata oggi.

Nel documento si chiede ai paesi di "revisionare e rinforzare gli obiettivi per il 2030 in termini di contributi determinati a livello nazionale, secondo quanto appare necessario per allinearsi entro fine 2022 con l'obiettivo relativo alle temperature espresso nell'Accordo di Parigi sul clima".

L'Accordo di Parigi del 2015, vincola gli Stati firmatari a limitare l'aumento delle temperature ben al di sotto di 2,0 gradi rispetto ai livelli pre-industriali, oltre a chiedere di cercare di fermare l'aumento a 1,5 gradi.

Da allora, sono aumentate le prove scientifiche che confermano che un aumento superiore alla soglia di 1,5 gradi darebbe il via a una serie significativa di aumento dei livelli del mare, di alluvioni, siccità, incendi e tempeste, peggiori di quelli attualmente in corso, oltre ad avere impatti potenzialmente irreversibili.

La Gran Bretagna ha detto che l'obiettivo della Cop26 è "mantenere in vita" l'obiettivo di 1,5 gradi.

"E' tempo che le nazioni mettano da parte le divergenze e si uniscano per il bene del pianeta e delle persone", ha detto il primo ministro Boris Johnson in un comunicato diffuso oggi, prima di recarsi a Glasgow da Londra.

"Dobbiamo mettere tutto l'impegno di cui siamo capaci, per far sì che l'aumento di 1,5 gradi rimanga a portata di mano".

Un nota preoccupante è giunta ieri dal gruppo di ricerca Climate Action Tracker, che ha detto che gli impegni per la riduzione delle emissioni presi sino a questo momento dai singoli Stati, se rispettati, porterebbero a un aumento della temperatura della terra di 2,4 gradi entro il 2100.

Secondo il gruppo tuttavia, se venissero rispettati anche gli impegni a lungo termine, attualmente meno supportati da piani di azione concreta, il riscaldamento globale potrebbe essere mantenuto al di sotto dei due gradi.

Appare improbabile ai più che le trattative riescano a portare a degli impegni sufficienti a mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi già questa settimana.

Ma garantendo l'approvazione di regole per richiedere agli Stati un ulteriore revisione dei loro impegni il prossimo anno -- una richiesta chiave da parte delle nazioni più esposte agli effetti del cambiamento climatico -- si punta almeno a mantenere possibile l'obiettivo.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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