COP26, da “Italy Goes Green” le proposte dei giovani

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Roma, 31 ott. (askanews) – Portare proposte e idee di studenti e giovani professionisti alla

Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26) di Glasgow. E’ l’obiettivo di “Italy goes Green” un progetto lanciato insieme a Vodafone Italia e al Politecnico di Milano in collaborazione con ASviS e ANCI, che consegna al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani dieci domande sui cambiamenti climatici, quali spunto di riflessione per il lavoro della delegazione italiana, che sarà co-Presidente della COP26.

Le domande sono state elaborate da cinquanta giovani durante un evento che si è tenuto lo scorso ottobre, con la partecipazione di rappresentanti del mondo politico, aziendale ed accademico, tra cui il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini e la Ministra per le Politiche Giovanili Fabiana Dadone.

Ne abbiamo parlato con Flavio Proietti Pantosti, Presidente Officine Italia, impegnata a coinvolgere studenti e giovani professionisti nello sviluppo di proposte, idee e soluzioni

innovative finalizzate ad accelerare la ripartenza dell’Italia e costruire una società a prova di futuro.

“In Officine parliamo sempre di tre filoni, sostenibilità, inclusione, innovazione: Sostenibilità in senso davvero olistico, non solo da un punto di vista ambientale e non come mera opportunità di comunicazione – se non cambiamo il nostro approccio su tanti temi, a partire dall’ambiente, con una strategia concreta – non c’è futuro; Inclusione perché non possiamo sopportare nuove disuguaglianze e disuguaglianze storiche, che siano di genere, generazionali, tra nord e sud, di opportunità e via dicendo – questo è un secondo pilastro che dobbiamo affrontare collaborativamente, e non conflittualmente

come accade, purtroppo, spesso; Innovazione perché abbiamo bisogno di un salto in avanti, su tanti temi noti – dalla burocrazia alla ricerca, dalla valorizzazione dell’istruzione e della sanità pubblica alla lotta alla criminalità – e su tanti temi più recenti – dal digitale alle energie rinnovabili e dalla mobilità al ripensamento delle industrie storiche del Paese e

della vita nei centri urbani”.

Fondamentale è costruire un percorso comune, come sistema-Paese, con istituzioni, aziende, e cittadini attivi e coinvolti per progettare il futuro. In questa direzione va “Italy Goes Green”.

“Lo strumento chiave è semplice: le domande. Ci facciamo domande quotidianamente ma purtroppo, quando si parla di cambiamento climatico, alla complessità della sfida che ci troviamo davanti non corrisponde altrettanta profondità di analisi, discussione e,

di conseguenza, comprensione all’interno del dibattito. L’obiettivo che ci siamo posti, insieme a Vodafone Italia e Politecnico di Milano è stato quindi di raccogliere domande sul

cambiamento climatico online, in maniera totalmente libera, per poi sfidare 50 under 30 da tutta Italia a trasformarle in 10 domande trasformative su 10 filoni tematici, da agricoltura e smart cities, a salute e finanza sostenibile. Per domande trasformative, intendiamo domande che possano concretamente cambiare il perimetro di un problema, l’angolazione da cui lo osserviamo e interpretiamo, il modo che abbiamo di affrontarlo”.

Dieci domande per la grande sfida della COP26, per spingere il nostro Paese a farsi promotore reale del cambiamento.

“L’Italia può giocare un ruolo fondamentale per vincere la sfida del cambiamento climatico e per farlo deve rafforzare il proprio posizionamento sullo scacchiere internazionale, con un Governo che prenda posizione coraggiosamente su temi eterogenei. In questo momento storico, pensiamo ci siano tutte le condizioni per farlo. Il ministro Cingolani, che sarà capo delegazione a COP26, dovrà portare avanti il confronto complesso e sfidante con le nuove nuove generazioni e altri portatori di interesse sottorappresentati, un percorso già iniziato con l’organizzazione di Youth for Climate. Siamo infatti a un bivio storico in cui ignorare queste istanze equivarrebbe a ignorare il nostro desiderio di futuro. Nel nostro piccolo, come Officine Italia, abbiamo proposto un cambio di prospettiva semplice, ma fondamentale, che speriamo il ministro vorrà raccogliere”.

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