Cop26, intesa sullo stop alla deforestazione entro il 2030

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Glasgow, 2 nov. (askanews) – Le grandi potenze mondiali sembrano aver capito l’urgenza dell’emergenza climatica. I leader di oltre 100 paesi, che rappresentano più dell’85% delle foreste mondiali, si impegneranno a porre fine alla deforestazione entro il 2030. Ma alla Cop26 apertasi a Glasgow, Cina e India frenano. Mentre la padrona di casa, la regina Elisabetta II tuona: fatti, non parole.

Posizione di ampio respiro quella dell’Italia. Grazie a un costante dialogo e alla cooperazione, sono stati compiuti buoni progressi nell affrontare il cambiamento climatico, ha detto Mario Draghi, intervenendo alla Cop26 a Glasgow. I Paesi del G20 – ha spiegato il presidente del Consiglio – rappresentano circa il 75% delle emissioni globali di gas serra e circa l 80% del PIL mondiale. Al vertice dello scorso fine settimana a Roma, gli Stati membri del G20 hanno concordato che dobbiamo limitare l aumento della temperatura globale a 1,5 gradi e si sono impegnati a raggiungere emissioni nette pari a zero entro la metà del secolo. Abbiamo deciso di intensificare le nostre azioni a partire da questo decennio, migliorare i nostri contributi nazionali determinati e interrompere il finanziamento pubblico internazionale del carbone entro la fine del 2021.

Draghi ha detto che bisogna andare oltre e accelerare l’impegno per contenere l aumento della temperatura al di sotto di 1,5 gradi. Agire in modo più rapido e deciso. La questione economica non desta preoccupazione, l importante è “utilizzare i soldi nella giusta maniera”. E Cop26 sia “l’inizio di nuovo slancio”, con “i nostri giovani” che “devono essere al centro di questo processo”.

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