COP26, l’India raggiungerà zero emissioni nel 2070

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Milano, 2 nov. (askanews) – Una enorme distesa di pannelli fotovoltaici, grande quanto la superficie della Repubblica di San Marino. la centrale solare di Bhadla, che sorge ai bordi del deserto del Thar, è uno dei luoghi chiave della strategia dell’India per diventare leader nella produzione di energia pulita. Al momento il paese asiatico è tra i primi tre al mondo nelle emissioni di CO2 ma il premier indiano Narendra Modi, alla COP26 di Glasgow, ha annunciato la svolta. Una svolta più lenta del prveisto ma efficace almeno nelle intenzioni.

L’India aumenterà la sua capacità energetica non fossile a 500 GW e soddisferà il 50% del suo fabbisogno energetico da fonti rinnovabili entro il 2030. Ridurrà le sue emissioni totali di anidride carbonia previste di 1 miliardo di tonnellate. Per questa svolta l’India raggiungerà l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2070 e non nel 2050.

Come arrivare a questo obiettivo? Semplicemente sfruttando le caratteristiche del territorio. “Siamo un paese tropicale, beneficiamo di oltre 300 giornate di sole all’anno. L’energia solare è una scelta ovvia”, ha spiegato Arunabha Gosh, del Consiglio indiano dell’energia.

“Quando un agricoltore puo produrre l’energia necessaria per il suo lavoro attraverso i suoi pannelli solari, siamo sulla via della transizione energetica. Certamente, avremo bisogno di grandi centrali solari per avere una grande capacità, ma credo che le migliori opportunità passino dalla creazione di una rete diversificata di rinnovabili diffuse su tutto il territorio”, ha aggiunto.

Il Rajastan si sta candidando alla produzione di energia solare nel deserto del Thar. Un altro progetto per le rinnovabili è stato lanciato l’anno scorso nel Gujarat. Gli uomini più ricchi d’India stanno investendo enormi capitali nel settore.

Non solo per una questione di opportunità, ma perché per tutti in India l’urgenza è evidente: un paese di 1,3 miliardi di abitanti, dove l’urbanizzazione sfrenata spinge alla richiesta sempre maggiore di energia. E dove, secondo un rapporto del 2019, si trovano 21 delle 30 città più inquinate del mondo.

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