Cop26, per Greenpeace e WWF la nuova bozza non basta

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Roma, 13 nov. (askanews) – Discussione estenuante a Glasgow alla conferenza sul clima fra gli Stati partecipanti. La terza bozza della dichiarazione finale segna qualche progresso; esorta ad “accelerare gli sforzi” verso l’eliminazione graduale del carbone nonché ad accelerare il ritmo degli impegni dei paesi per ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

Non menziona tuttavia un meccanismo specifico per compensare le “perdite e danni”, punto che sta molto a cuore dai Paesi più poveri e che è stato al centro delle tensioni negli ultimi round negoziali.

La presidenza britannica vuole che la conferenza sia un successo, sia per l’immagine, sia per “mantenere in vita” l’obiettivo più ambizioso dell’accordo di Parigi: limitare il riscaldamento globale a 1,5°C in più rispetto all’era preindustriale.

Per ora tiepide le reazioni degli attivisti ambientalisti. Vanessa Pérez-Cirera è viceresponsabile settore clima ed energia del WWF International: “E’ storico che ora si parli di sussidi alle energie fossili nel testo. Però con un linguaggio che ricorda la dichiarazione del 2009. Non si può parlare di “sussidi inefficienti” alle energie fossili, tutti i sussidi alle energie fossili sono inefficienti, ovunque nel mondo”.

Di energie fossili parla anche Jennifer Morgan, direttrice esecutiva di Greenpeace International: “La parte che chiede una progressiva rinuncia al carbone e ai sussidi ora include una ‘giusta transizione’ che è molto importante perché i lavoratori di tutto il mondo hanno bisogno di sostegno mentre si rinuncia ai carburanti fossili”.

Resta però aperto il tema “perdite e danni”, in inglese “loss and damage”, come dire la creazione di compensazioni per gli Stati in via di sviluppo che dovrebbero rinunciare alle energie fossili: “Il testo ora parla di più del loss&damage per i paesi più poveri e vulnerabili. Nella notte hanno deciso di metterci davvero dei soldi, ma non c’è una data limite per la creazione del network che dovrebbe creare sostegno per i paesi in via di sviluppo”.

Da parte sua il vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, parla anche lui di evento “storico” per l’inserimento dei carburanti fossili nel testo: “Adesso le cose vanno accelerando. Mi piacerebbe avere di più, certo, e chiederò di più. Ma da quello che vedo già, le cose vanno accelerando.”

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