Cop27, Ue delusa ma arriva l'accordo sul fondo voluto dai Paesi emergenti

Sembrava doversi concludere con un nulla di fatto e, invece, alle battute finali, la Cop27 di Sharm el Sheikh ha trovato l'accordo.
Nasce dunque il fondo "loss and damage" che ristora le perdite e i danni causati dal riscaldamento globale: una misura sollecitata in particolar modo dai Paesi più poveri e in via di sviluppo, uno dei punti più delicati della trattativa.

In Egitto sarà nominata una commissione di esperti, che porterà il progetto del fondo alla Cop28 di Dubai, l'anno prossimo.

L'accordo è stato al centro di un braccio di ferro: l'Unione europea ha messo i paletti, chiedendo che le risorse del fondo fossero destinate solo ai paesi più vulnerabili e non a tutti i paesi in via di sviluppo, fra i quali figurano ancora superpotenze economiche come Cina e India.

L'altra condizione è che il fondo dovesse essere finanziato dalla più ampia base di donatori, quindi anche dalla Cina.

Nel tweet: "La storia è stata fatta oggi alla #COP27 di Sharm El-Sheikh: le parti hanno concordato l'istituzione di un fondo "loss and damge" tanto atteso e per aiutare i Paesi in via di sviluppo particolarmente vulnerabili agli effetti negativi del cambiamento climatico".

Sul fronte della mitigazione dei cambiamenti climatici, è stato confermato l'obiettivo di mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi dai livelli pre-industriali.

Secondo il negoziato, in attesa della firma finale, i Paesi si impegnerebbero a raggiungere il picco delle emissioni globali entro il 2025 e a ridurre gradualmente tutti i combustibili fossili, non solo il carbone, come previsto dal patto di Glasgow dello scorso anno. Si tratta di una condizione che richiede l'impegno e la responsabilità dei Paesi in via di sviluppo, chiamati a redigere un rapporto annuale sui progressi compiuti nell'attuazione della riduzione graduale dell'energia da carbone.

Le reazioni

L'accordo manca di ambizione sulla riduzione delle emissioni.
L'Unione europea non nasconde la delusione alla Cop27 in Egitto. Ma c'è chi è soddisfatto.

"È un risultato enorme ottenere un accordo per istituire un fondo per le perdite e i danni dopo 30 anni durante i quali i piccoli Stati insulari, i Paesi vulnerabili e i Paesi in via di sviluppo hanno cercato di inserirlo in agenda - dice Tasneem Essop di Climate Action Network -Ora, sedersi qui alla Cop27 per ottenere questo accordo, è il risultato di una lotta collettiva".

Collins Nzovu, ministro dell'Economia verde e dell'Ambiente dello Zambia, si dice 'molto eccitato' e aggiunge: "È un risultato molto positivo per 1 miliardo e 300 milioni di africani. Sono molto contento perché per noi il successo della Conferenza poggiava su quanto avremmo ottenuto dal fondo perdite e danni".

Diverso il giudizio di Frans Timmermans, vice presidente della Commissione europea: "L'Unione Europea è venuta qui per ottenere un linguaggio forte e siamo delusi di quanto prodotto. Esorto tutti noi a rimboccarci le maniche e a dimostrare al mondo che la lotta per un futuro migliore non è ancora finita".