Cop27, approvato il documento finale tra rinvii e trattative. Ue: “Delusione sui combustibili fossili”

cop27 documento finale
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C’è delusione nell’Unione europea per il documento finale approvato alla Cop27 di Sharm el-Sheikh. Il testo introduce il fondo Loss and damage ideato per sostenere economicamente i Paesi in via disviluppo che non hanno le risorse adeguate a contrastare la crisi climatica ma non riporta alcuno stop al ricorso dei combustibili fossili, condannando il pianeta a restare in balia del cambiamento climatico.

Cop27, approvato il documento finale tra rinvii e trattative

Passa alla storia come una delle Cop più lunghe e travagliate organizzate sinora la Conferenza sul Clima di Sharm el-Sheikh che si è conclusa nella mattinata di domenica 20 novembre. Al termine dell’evento, che si è protratto tra rinvii e trattative per due settimane, è stato infine approvato il documento finale. Il testo, che non contempla lo stop ai combustibili fossili, cita per la prima volta la necessità di incrementare il ricorso alle fonti rinnovabili e ribadisce la volontà di contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi dei livelli preindustriali. Inoltre, riporta la decisione di introdurre il fondo Loss and damage del quale beneficeranno i paesi più vulnerabili.

Se quanto emerso dalla Cop27 di Sharm el-Sheikh ha fatto gioire i Paesi africani e ha avallato le opposizioni di Russia e Arabia Saudita rispetto al veto sui combustibili fossili, l’Unione europea ha cominciato a manifestare il proprio dissenso a partire dalle prime ore di domenica 20 novembre, subito dopo la turbolenta conclusione della Conferenza sul clima. A far discutere è soprattutto il silenzio sulla riduzione o l’eliminazione del ricorso ai combustibili fossili: richiesta avanzata da molti Paesi che hanno partecipato all’evento.

Ue: “Delusione sui combustibili fossili”

L’Ue ha espresso la sua “delusione” per la “mancanza di ambizione” insita nell’accordo finale della conferenza sul clima Cop27 rispetto alla riduzione delle emissioni di CO2.

“Quello che abbiamo davanti non è abbastanza da costituire un passo in avanti per la popolazione del pianeta. Non porta sufficienti sforzi aggiuntivi da parte degli inquinatori maggiori per un incremento e un’accelerazione delle loro emissioni”, ha affermato il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, in occasione del suo ultimo intervento alla plenaria finale.

Il vicepresidente della Commisisone Ue, inoltre, ha anche sottolineato che il documento della Cop27

“non è sufficiente” per contrastare il cambiamento climatico. Al contempo, pure la novità del fondo Loss and damage “non è sufficiente per la mitigazione”. “Vi chiedo di riconoscere che tutti abbiamo mancato nell’azione per minimizzare le perdite e i danni. Avremmo dovuto fare molto di più, e questo vuol dire ridurre le emissioni molto più rapidamente”, ha aggiunto Timmermans. “Noi abbiamo cercato di portare tutti sull’obiettivo di 1,5 gradi, sul picco delle emissioni al 2025 e su una chiara intenzione di eliminare i combustibili fossili. Questa settimana abbiamo sentito 80 paesi sostenere questi obiettivi. Tristemente, non li vediamo riflessi qui. Alcuni hanno messo barriere non necessarie sulla strada. Ma noi non ci fermeremo dal lottare per fare di più. Nei negoziati, ci sono stati molti tentativi di tornare indietro perfino dagli impegni di Glasgow. Qualcuno ha paura della transizione, dei costi del cambiamento. Io capisco tutte queste preoccupazioni, molti europei le condividono. Ma io voglio chiedere a tutti i colleghi di trovare il coraggio di superare questo, e io tendo la mano a voi per aiutarvi. Abbiamo già perso un sacco di tempo. Ritroviamo la spinta che abbiamo avuto a Glasgow, difendiamo le ambizioni di Glasgow. Noi oggi cominciamo a preparare la Cop del 2023″, ha concluso.

L’Onu contro il documento finale della Cop27

Allo stesso modo, è intervenuto anche il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, che ha inviato un messaggio alla Cop27 di Sharm el-Sheikh, dichiarando: “Dobbiamo ridurre drasticamente le emissioni ora, e questo è un tema che questa Cop non ha affrontato. Un fondo per i loss and damage è essenziale, ma non è una risposta alla crisi climatica che spazza via una piccola isola dalla mappa, o trasforma un intero paese africano in un deserto. Il mondo ha ancora bisogno di un passo da gigante sull’ambizione climatica. La linea rossa che non dobbiamo superare è la linea che porta il nostro pianeta oltre il limite di 1,5 gradi di temperatura”.