Cop27, Lula: "Ospitiamo in Amazzonia la Conferenza del 2025"

Mentre proseguono i negoziati alla Cop27 in corso a Sharm el-Sheikh, in Egitto, il presidente eletto brasiliano Luis Iñacio Lula Da Silva ha fatto il suo grande ritorno sulla scena internazionale. L’occasione è stata la Giornata della biodiversità .

Dopo aver dichiarato che il mondo ha ignorato gli avvertimenti sul cambia-mento climatico mentre spendeva trilioni di dollari nella guerra, Lula ha fatto sapere che chiederà al "Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, di poter ospitare in Brasile il vertice del 2025 nello Stato di Amazonas o nello Stato di Parà.”

“Il Brasile è tornato, dopo quattro anni di isolamento” e ora serve “una for-te lotta alla deforestazione” e “un ministero dei popoli indigeni” ha annunciato Lula visitando il padiglione dell'Amazzonia. “Dobbiamo prendere le risorse senza danneggiare la biodiversità, ha dichiarato Lula. “L'Amazzonia è il cuore del mondo, dobbiamo convincere la gente che è meglio preservare gli alberi che abbatterli”.

Lula si è rivolto a una folla di connazionali brasiliani, fra cui alcuni indios che lo hanno accolto con entusiasmo: "Come nuovo presidente è la nostra speranza. Con la sua elezione si riporta il Brasile nell'agenda internazionale per il cambiamento climatico", ha detto un’attivista presente.

Pur tra alcune critiche avanzate dagli ambientalisti per l’uso fatto da Lula di un jet privato di un miliardario brasiliano, il messaggio del Presidente ha ricevuto molti consensi. Specie per le sue prossime mosse in tema di tutela ambientale e forestale.

I dati allarmanti sulla foresta

I dati del governo hanno mostrato che la deforestazione nell'Amazzonia brasiliana ha raggiunto un nuovo, allarmante traguardo. Gli ambientalisti hanno avvertito che una "corsa frenetica verso la devastazione" è in corso prima di una transizione del governo che dovrebbe inaugurare una maggiore protezione per la foresta pluviale.

I dati preliminari dei satelliti raccolti dall'agenzia di ricerca spaziale Inpe hanno mostrato che circa 904 kmq sono stati distrutti nella regione ad ottobre. È il dato più alto del mese da quando è iniziato il monitoraggio nel 2015.