Coprifuoco alle 21 su tutto il territorio nazionale: la valutazione del governo

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Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il governo si sarebbe dato una settimana di tempo per valutare l’andamento dei contagi: se non dovessero diminuire, potrebbe intervenire con un coprifuoco alle 21 in tutta Italia. A breve è previsto un incontro con le Regioni per discutere di nuove misure.

Coprifuoco alle 21 in tutta Italia?

Per il momento i territori che hanno deciso di adottare una limitazione degli spostamenti sono stati Lombardia, Campania e Lazio, le prime due a partire dalle 23 e la terza dalle 24. Se però i casi positivi – ma soprattutto i ricoveri – dovessero continuare a salire, l’esecutivo sarebbe pronto a varare un nuovo dpcm che vieterebbe di uscire dal proprio domicilio se non per ragioni di salute, lavoro e necessità dalle 21 alle 5.

Già il giorno precedente era paventata l’ipotesi di un ulteriore decreto per estendere il coprifuoco a tutta Italia. Ipotesi che fonti di Palazzo Chigi avevano definito priva di fondamento affermando che tutto sarebbe dipeso dall’andamento della curva. Il provvedimento potrebbe però arrivare proprio in virtù di quest’ultima, salita ulteriormente dopo il picco di oltre 16 mila contagi registrato giovedì 22 ottobre 2020.

Il governo sembrerebbe intenzionato a prendersi una settimana di tempo per valutare l’effetto delle restrizioni introdotte col dpcm del 18 ottobre. Se fosse nullo, si vedrebbe costretto a ricorrere al coprifuoco. Una pista che a cui inizialmente il Premier si era opposto perché comporterebbe la chiusura ulteriormente anticipata per bar e ristoranti. Ma che potrebbe rivelarsi l’unica possibile per scongiurare un nuovo lockdown che gli esperti hanno suggerito di introdurre qualora le terapie intensive occupate raggiungessero quota 2.300.

Il ministro della Salute Roberto Speranza, che guida con Dario Franceschini l’ala dura del governo contro il virus, lavora d’intesa con i presidenti delle Regioni sulle nuove ordinanze e continua a non escludere la possibilità di un «reset», anche solo di 14 giorni, per dare fiato al sistema sanitario: “Valutiamo la curva e ci teniamo pronti”.