Coprifuoco Italia e Rt, nuove regole: cosa può cambiare

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Posticipare il coprifuoco e modificare l'indice Rt: allentare regole e misure per il contenimento del covid in vista dell'estate 2021. Nonostante la pressione, non se ne parlerà oggi durante la cabina di regia con il premier Mario Draghi e le forze di maggioranza come ribadito da Palazzo Chigi: sul tavolo ci dovrebbe essere solo il Dl sostegni bis e le misure economiche. Ma lo slittamento del coprifuoco di almeno un'ora o addirittura fino a mezzanotte è un'ipotesi su cui si spinge da giorni e da più parti.

"Riaperture, riaperture, riaperture", ha ribadito ancora ieri sera il leader della Lega Matteo Salvini. "Ritorno al lavoro, di giorno e sera e senza coprifuoco, fidandoci degli italiani", ha sottolineato dopo aver incontrato i ministri della Lega, alla Camera, aggiungendo: "Che questa sia la settimana giusta, si può prendere atto che aumentano i guariti e diminuiscono i malati". Ma per molti un'abolizione totale del coprifuoco è prematuro.

Coprifuoco "fra le 23 e le 24, io direi mezzanotte, entro un paio di settimane e continuando a controllare i numeri. Aspetterei questa settimana per vedere venerdì la solita valutazione settimanale, ma poi tempo due settimane credo che possa essere spostato a mezzanotte". Così il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, più cauto sull'abolizione: "Ci sono sempre i rischi di ulteriori eventi di aggregazione. Andiamo per gradi, cerchiamo di non correre troppo, già spostarlo a mezzanotte credo che sia buono. Vediamo poi a giugno quello che accadrà, quando avremmo raggiunto 30 milioni di persone vaccinate con la prima dose, dopo tre settimane dal raggiungimento di queste 30 milioni, allora - ha concluso - è chiaro che si potrà fare qualche ulteriore passo in avanti".

"Con il coprifuoco si dà un piccolo contributo al controllo dell'Rt" secondo il virologo Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell'università di Padova. Che spiega: "Il virus si trasmette alle 8 di mattina così come alle 10 o alle 11 di sera". Ma siccome "più ci si incontra e più aumenta la probabilità di trasmissione" di Covid-19. E impatti sull'Rt "anche piccoli", derivanti dalle diverse misure, "se sommati insieme ci aiutano a uscire da questa situazione prima possibile".

L'analisi dei parametri che determinano l'Rt e il cambio di colore delle regioni sarà al centro dell'incontro tra governo e Regioni in programma domani, mercoledì 12 maggio. Un incontro, cui dovrebbero partecipare il ministro della Salute Roberto Speranza e i ministro degli Affari Regionali Mariastella Gelmini, preceduto da una riunione dei tecnici per vagliare alcune delle proposte. Secondo quanti si apprende, la volontà dei presidenti è di considerare non l'indice di diffusione del contagio per l'attribuzione dei colori, come avvenuto finora, ma l'Rt ospedaliero.

"Credo sia ragionevole e decisivo valutare l’utilizzo di nuovi parametri rispetto all'Rt per determinare fasce di colore e nuove aperture. Oggi siamo di fronte ad una situazione completamente diversa. Lo scenario è cambiato: sono state messe in sicurezza le categorie a rischio, e quotidianamente cresce la percentuale di cittadini immunizzati", ha detto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. "Sarebbe un errore – spiega Costa - non riequilibrare il peso dell'Rt con l'utilizzo di altri parametri. Tra le ipotesi che si stanno valutando ci sono, per esempio, quella dell'Rt ospedaliero e quella dell’indice legato alla vaccinazione: basandoci sui numeri che stiamo ottenendo con il piano vaccinale, potremmo vincolare certe riaperture al numero di dosi inoculate e alla percentuale di immunizzazione di determinate fasce d’età, penso agli over 80, 70, 60, agli ospiti delle Rsa, ai fragili", aggiunge. "Insomma, le fasce più vulnerabili. Tutto ciò - conclude - ci permetterebbe, innanzitutto, di presentare un parametro concreto e comprensibile ai cittadini e assegnerebbe maggiore credibilità alle scelte".