Coprifuoco a Napoli, monta la protesta

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(AGI) Monta la protesta a Napoli contro il 'coprifuoco'.

Centinaia di persone hanno prima occupato una parte di lungomare, poi hanno sfilato in corteo lungo corso Umberto, quini si sono dirette verso il palazzo dove ha sede la Giunta regionale. Molti manifestanti, anche incappucciati, hanno prima lanciato oggetti contro le forze dell'ordine in assetto antisommossa davanti alla sede della Regione, poi si sono radunati per iniziare a cercare di sfondare i cordone di agenti. Prima sassi, poi oggetti raccolti in strada come bottiglie contro polizia e carabinieri che hanno risposto con lacrimogeni.

Lanciati anche pedardi e fuochi pirotecnici esplosi ad altezza uomo. Aggredita in diretta un troupe di Sky e poi accerchiata una della Rai, mentre alcuni militari sono stati colpiti e uno è stato medicato per una ferita alla testa. 

Nei vicoli del centro storico intorno all'università Orientale centinaia di persone hanno bloccato la circolazione pedonale.

Blocco stradale anche nel quartiere di Chiaiano, nei pressi della stazione della metropolitana.

Il flash mob era stato rilanciato sui social e così in marcia da ogni parte del centro della città gruppi di persone si sono messe in marcia verso largo San Giovanni Maggiore e l'università Orientale.

Una diretta su Facebook incita alla ribellione civile contro l'ipotesi di lockdown avanzata dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca. Ci sono due striscioni in cima a un corteo: "tu ci chiudi e tu ci paghi", e poi "contro De Luca". 

La mobilitazione è stata indetta per "disobbedire a regole dispotiche che non hanno alcuna aderenza con la logica e con il contenimento dei contagi". La richiesta è l'abolizione del coprifuoco, considerata una misura lesiva della libertà personale, e di investire seriamente sulla sanità.

Protesta anche a Salerno: alle 23, quando le saracinesche dei locali sono state abbassate, diverse decine di persone si sono ritrovate in piazza Amendola e, al grido di "liberta', liberta'", hanno acceso una candela o un lumino, a voler rievocare la morte delle imprese. Negli ultimi minuti, il gruppo si e' incamminato nei vicoli del centro storico per raggiungere corso Vittorio Emanuele, urlando a gran voce "vogliamo solo il lavoro".

Alcuni ristoratori, invece, utilizzano i social per annunciare un'altra forma di disobbedienza. Diventano virali in poche ore i video di titolari di ristoranti e pizzerie che, in caso di lockdown, continueranno a tenere aperti i loro esercizi.

Raffaele Marrone, presidente Confapi Napoli, chiede al governatore De Luca "qual è il piano economico-organizzativo-sanitario che consentirà di gestire la chiusura della Campania. Non basta annunciare il lockdown, in diretta social - sostiene - ma è necessario anche spiegare come si intende mantenere viva l'economia regionale. "Nelle dichiarazioni Fb del presidente della Regione non c'è traccia di questo: non si parla di riorganizzazione del lavoro, di disciplina dei pagamenti della Pubblica amministrazione, di politiche industriali".

"Ci sono attività che attendono ancora la cassa integrazione della primavera scorsa – aggiunge – e tante altre, purtroppo, che non hanno proprio ripreso. La salute delle famiglie è di certo una priorità, ma la Regione Campania ha il dovere, nei confronti dei cittadini contribuenti, di essere chiara: come intende sorreggere l'economia spegnendo i motori per oltre un mese?". Confapi Napoli - conclude - è pronta, se non ci saranno chiari programmi e prese di responsabilità a tutti i livelli, a scendere in piazza.

Forte preoccupazione per l'eventualità di un lockdown viene espressa anche da Giuseppe Oliviero, presidente di Cna Campania Nord e vicepresidente nazionale di Cna: "Per quanto attiene al mondo economico non possiamo permetterci un ulteriore blocco, non abbiamo ancora ad oggi risolto del tutto le pratiche di sostegno alle imprese, impossibilitate ad operare a causa del precedente blocco dell'attività; non provo nemmeno ad immaginare cosa accadrebbe con un ulteriore fermo imposto alle aziende".