Copyright: i media europei firmano l’appello a sostegno della legge

“La società digitale ha bisogno di una stampa libera e diversificata“: manca poco ormai al voto del Parlamento Europeo di fine marzo e, nel mentre, centinaia di giornalisti, editori, amministratori, direttori, corrispondenti e testate giornalistiche cartacee, tv, web e radio, in maniera del tutto transnazionale, hanno sottoscritto un appello pro direttiva sul copyright che cambierà il mondo dei diritti online. Fra le decine di paesi coinvolti, l’Italia fa sentire la sua voce con gli esponenti delle testate più importanti, di molti giornali locali e di agenzie stampa.

Un appello contro le fake news

L’appello ricorda che l’approvazione della legge: “consentirebbe a media e artisti di ricevere una parte dei ricavi online generati dalle loro opere. Fino ad ora, solo i giganti del web hanno prevalentemente beneficiato di tali ricavi”. È una questione “cruciale per la stampa, gli artisti, la democrazia e la cultura”. L’appello, ha lo scopo di smascherare chi per mesi ha prodotto disinformazione e fake news circa la libertà del web, sostenendo che una legge sul diritto d’autore costringerebbe gli utenti a pagare per accedere a Internet o per scambiarsi file. Nella proposta di Direttiva Ue, si ribadisce nell’appello, “solo alle principali piattaforme di Internet con entrate ingenti sarà richiesto di pagare media, artisti e autori”.

“Serve una democrazia vivace”

Per le grandi piattaforme che incassano decine di miliardi di dollari l’anno, si tratterebbe di “pagare qualche centinaio di milioni ai creatori di contenuti” il che “non firmerebbe la loro condanna a morte cosi come il pagamento di un importo minimo di tasse in Europa”. Poi, i firmatari mettono in guardia dalle false notizie circolate in queste settimane, come quella sulla censura: “Se gli articoli o le canzoni dovessero scomparire dal web, dipenderà solamente da una scelta delle principali piattaforme”. “L’Ue è un mercato che i giganti di Internet non possono ignorare – spiegano – Dobbiamo essere protetti dalla disinformazione, dalla manipolazione dell’opinione pubblica, dalla propaganda di Stato e dalle lobby finanziarie. Sì, c’è bisogno di una democrazia vivace“. Se la direttiva non venisse approvata, denunciano infatti i firmatari, sarebbe una vera e propria minaccia per la stampa libera e per la democrazia: ” per questo abbiamo bisogno di giornalisti indipendenti che possano vivere del loro lavoro”.