De Corato: dietro rivolta San Vittore a marzo nessuna paura Covid

Red-Asa

Milano, 3 lug. (askanews) - "Senza sorprendere troppo, ora viene a galla la verit sulla rivolta del carcere di San Vittore dello scorso marzo, da molti ricondotta al timore dei carcerati del diffondersi del Coronavirus e alla rabbia degli stessi per il blocco delle visite dei familiari. In realt queste due motivazioni non erano altro che un pretesto per poter portare avanti un vero proprio atto criminale". Commenta cos l'ex vice sindaco di Milano ed assessore regionale alla sicurezza, polizia locale ed immigrazione, Riccardo De Corato, la chiusura delle indagini della Procura di Milano per la rivolta scoppiata all'interno del penitenziario il 9 marzo.

"I responsabili dei tumulti sono stati individuati in cinque italiani e sette extracomunitari, cittadini di Marocco, Tunisia, Gambia e Algeria, di et comprese tra i 21 e i 48 anni: una bella associazione a delinquere. Quel piano criminoso stato appoggiato all'esterno dagli anarchici e dai centri sociali che fuori dal penitenziario, nonostante il lockdown, manifestavano per chiedere l'indulto. Per svuotare le carceri durante il coronavirus con gli arresti domiciliari, si era schierata la sinistra che adesso dovrebbe, dopo la chiusura dell'indagine, recitare il 'mea culpa'. Rinnovo, ancora una volta, la mia solidariet e vicinanza ai poliziotti penitenziari - conclude De Corato - costretti a lavorare sotto organico con tutti i rischi che ne conseguono".

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