An, coreano nato a Tokyo che vuole vendetta olimpica sul Giappone

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Image from askanews web site
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Tokyo, 25 lug. (askanews) - Il prossimo avversario di Fabio Basile nella competizione di judo (73 kg) ha una motivazione particolare per andare avanti nelle Olimpiadi di Tokyo: vincere nel luogo in cui è nato e in cui ha combattuto, ottenendo successi, ma a che nel luogo in cui si è sentito discriminato. Il nazionale sudcoreano An Chang-rim è nato infatti nel 1994 nella capitale giapponese all'interno dell'ampia comunità di coreani che vivono da due-tre generazioni nell'Arcipelago.

An non si stanca di ripetere di avere un sogno: battere in finale il campione olimpionico in carica Shohei Ono, una vera leggenda di questo sport di cui il Giappone è la superpotenza. A Rio, nel 2016, l'impresa non gli riuscì: non riuscì ad avanzare nel concorso e tornò a casa in mani vuote.

I coreani "zainichi", cioè residenti in Giappone, sono poco meno di mezzo milione, la grandissima parte dei quali fanno riferimento alla Corea del Sud. Si tratta dei coreani arrivati nel Sol levante prima della seconda guerra mondiale, quando la Corea era colonia giapponese.

Alcuni zainichi mantengono la nazionalità sudcoreana (o nordcoreana) e detengono in Giappone uno status di residenti permanenti. Altri hanno invece ottenuto la cittadinanza giapponese. In realtà, dopo la fine della seconda guerra mondiale, i coreani residenti in Giappone, così come i taiwanesi (Taiwan era l'altra colonia giapponese), queste comunità si ritrovarono in un punto morto della legge, perché persero la nazionalità.

Oggi la comunità rappresenta la minoranza etnica più rilevante del Giappone e vive una condizione abbastanza divisa tra l'integrazione, con molte persone di discendenza zainichi, e altre che lamentano discriminazioni e razzismo.

An ha fatto parte della quota di zainichi che lamenta la discriminazione da parte della società nipponica. Individuato da giovane dalla nazionale giapponese come talento promettente, non ha potuto gareggiare internazionalmente perché non naturalizzato. In seguito, la nazionale nipponica cercò di nuovo di reclutarlo, anche con un ingaggio economico, ma l'atleta rifiutò. Dal 2014 gareggia con la Corea del Sud e inanella vittorie e medaglie tra i pesi leggeri nei mondiali e nelle altre competizioni. Ma non nelle Olimpiadi, dove ora spera di strappare la medaglia dal petto di Shohei Ono.

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