Corinaldo, sei arresti per omicidio: fermato anche un... -3-

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Roma, 3 ago. (askanews) - Grazie alle indagini scientifiche condotte dal Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Roma è stato possibile ricostruire l'intera vicenda di quella sera. Oltre ad accertare la presenza all'interno della discoteca delle due principali componenti degli estratti di peperoncino - si spiega in una nota dell'Arma - ovvero la Capsaicina e la Diidrocapsaicina presenti come estratto oleoso (Oleoresin capsicum) entrambi responsabili dell'azione irritante sugli occhi e sulle mucose, hanno consentito di ottenere sulla bomboletta sequestrata e rinvenuta proprio in prossimità dell'uscita di sicurezza numero 3 un profilo genetico maschile che concorda positivamente con quello di uno degli arrestati.

Durante le investigazioni è stata accertata l'operatività di un vero e proprio sodalizio criminale composto dai medesimi soggetti che erano presenti a Corinaldo i quali hanno partecipato a decine di eventi musicali organizzati in varie discoteche del centro - nord Italia, privilegiando quelli che prevedevano l'esibizione di artisti di musica "trap" e, di conseguenza, una maggiore affluenza di pubblico giovanile. In occasione di tali eventi gli indagati, insieme ad altri soggetti, hanno compiuto vere e proprie "razzie" di monili in oro indossati dagli avventori, ricorrendo all'uso dello spray al peperoncino sia per evitare di essere scoperti sia per strappare le collane con maggiore facilità.

Nel corso delle indagini è stata anche accertata in capo a costoro la disponibilità di un taser. La refurtiva veniva di volta in volta consegnata ad un "compro-oro" di Castelfranco Emilia (MO) il cui titolare, A.B., 65enne, anch'egli destinatario di provvedimento restrittivo, contattato dopo i furti, garantiva una rapida monetizzazione dei monili rubati. I proventi illeciti, che mediamente potevano aggirarsi intorno ai 15mila Euro al mese all'incirca per un totale di 500 grammi di oro al mese, venivano poi suddivisi in parti uguali tra i vari sodali.

Durante le azioni delittuose, gli indagati hanno sempre agito in gruppo e con un "modus operandi" consolidato. In particolare: alcuni avevano il compito di distrarre la vittima mentre ballava, mediante spintonamenti; altri provvedevano in maniera fulminea a "strappare" le collane e, in alcuni casi, anche bracciali e/o orologi, approfittando della momentanea distrazione causata dai complici; altri soggetti si occupavano di occultare la refurtiva immediatamente dopo l'azione delittuosa, che spesso veniva nascosta in bocca, nelle scarpe, nelle parti intime o all'esterno del locale. (Segue)