Corinna Schumacher: "Michael manca a tutti, ma c’è. È diverso, ma c’è"

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BARCELONA, SPAIN - MAY 9:  Michael Schumacher of Germany and Ferrari celebrates with his wife Corrina after competing in his 200th Grand Prix during the Spanish F1 Grand Prix on May 9, 2004, at the Circuit de Catalunya in Barcelona, Spain. (Photo by Getty Images) (Photo: Getty Images via Getty Images)
BARCELONA, SPAIN - MAY 9: Michael Schumacher of Germany and Ferrari celebrates with his wife Corrina after competing in his 200th Grand Prix during the Spanish F1 Grand Prix on May 9, 2004, at the Circuit de Catalunya in Barcelona, Spain. (Photo by Getty Images) (Photo: Getty Images via Getty Images)

“Michael manca a tutti. Ma Michael c’è. È diverso, ma c’è. E questo ci dà forza, credo”. Corinna Schumacher, moglie del campione tedesco di Formula 1, rompe un silenzio che durava da otto anni e lo fa nel documentario di Netflix ‘Schumacher’, in uscita il 15 settembre. Da quando il campione di Formula 1 ha avuto l’incidente sugli sci che gli ha cambiato la vita, la moglie Corinna Betsch, 52 anni, ha sempre tenuto lo stretto riserbo sulle condizioni di salute del campione. Nel documentario però la donna si lascia andare ad alcune rivelazioni. Le riporta il sito della testata francese Télé-Loisirs.

Il giorno dell’incidente Schumi non era convinto dello stato delle piste a Meribel: “Mi disse che la neve non era ottimale — ricorda Corinna— e che avremmo potuto cambiare meta e andare a Dubai a fare skydiving”. La donna prosegue: “Dopo l’incidente di Meribel non ho mai incolpato Dio per quello che è successo. È stata solo sfortuna, come poteva capitare a chiunque. Certo, mi manca ogni giorno. Ma non sono l’unica a cui manca. I bambini, la famiglia, suo padre, tutti intorno a lui”.

Per questo, ha aggiunto la moglie del sette volte campione del mondo (di cui cinque con la Ferrari), “stiamo insieme, viviamo insieme a casa. È in cura. Facciamo di tutto per migliorare le sue condizioni, per assicurarci che sia a suo agio e per fargli sentire la nostra famiglia, il nostro legame.
Qualunque cosa accadrà, farò tutto il possibile. Lo faremo tutti. Come famiglia, si cerca di andare avanti come avrebbe voluto Michael e come lui amerebbe ancora. La vita va a vanti. Michael ci ha sempre protetto, e ora noi proteggiamo Michael”.

La donna ha allestito una clinica dentro casa per curare il marito, che secondo l’amico del campione di Formula 1 Jean Todt ”è vivo grazie a lei”. E ha cresciuto da sola i figli Gina Maria e Mick, di rispettivamente 24 e 22 anni. Proprio Mick Schumacher corre in Formula 1 come il padre e nel documentario afferma che “darebbe tutto” per parlare ancora con lui, anche di motori. “Ci capiamo in modo diverso ora — commenta il figlio — Ma penso spesso a quanto sarebbe bello chiacchierare con lui di Formula 1, potremmo discutere di tante cose. Mollerei tutto solo per poter vivere questo momento”.

Al documentario hanno partecipato anche il fratello Ralf, Bernie Ecclestone, Sebastian Vettel, Mika Häkkinen, Damon Hill, Flavio Briatore e David Coulthard.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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