Corona in carcere, legale: dimostrazione muscolare dello Stato

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 23 mar. (askanews) - "Otto agenti per un uomo che non sta in piedi. Otto contro uno si fa quando uno è pericolossissimo. E' l'ennessima dimostrazione muscolare di questo Stato". La deuncia è dell'avvocato Ivano Chiesa, legale di Fabrizio Corona, detenuto da ieri sera nel carcere di Monza dopo la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano di revocargli il provvedimento di differimento pena in detenzione domiciliare che gli era stato concesso nel dicembre 2019 per permettergli di curarsi dalla patologia psichiatrica che lo affligge. Prima di andare in carcere, l'ex fotografo è rimasto ricoverato per 11 giorni nel reparto psichiatrico dell'opedale Niguarda dove è entrato in sciopero della fame per protestare contro la pronuncia del Tribunale.

Nel mirino dell'avvocato Chiesa è finito soprattutto il "metodo" di un arresto che secondo è ingiustificato: "Un conto è mostrare i muscoli con i soggetti pericolosi, un conto è con un uomo innocuo come Fabrizio che fa male soltanto a sè stesso. Serve un po' di rispetto nei confronti di un uomo che non mangia da 12 giorni e prende psicofarmaci. Forse non vivo più in Italia, ma in Turchia o in Afghanistan. Il problema è il modo. Ma che roba è? Io lo vedo come un modo per far vedere che 'comandiamo noi'".

Secondo il legale, "il problema è il modo". L'ex fotografo, ha raccontato ancora l'avvocato Chiesa, "è stato prelevato in ospedale e portato in carcere alle 22.30. Non sta in piedi, è in una situazione pietosa, ma è stato caricato su una macchina e portato in carcere da 8 uomini". Il che è "incomprensibile" a giudizio del difensore di Corona: "Nella mia lunga carriera, non ho mai visto un trasferimento da un ospedale pscichiatrico di notte".