Coronabond al vaglio della Commissione Europea: cosa sono?

Coronabond, cosa sono

L’emergenza coronavirus sta attraversando inesorabilmente l’Europa intera, con danni anche sull’economia dei singoli Stati. Per questo l’Unione Europea sta discutendo sulla possibilità di emettere dei Coronabond, per finanziare tutte le iniziative che i governi adotteranno per far fronte all’emergenza. L’Italia si dice d’accordo, ma non tutti gli Stati sono della stessa opinione.

Cosa sono i Coronabond

La presidentessa della Commissione Europea, Ursula von der Leyen ha detto che la commissione sta studiando gli strumenti a loro disposizione per per alleviare l’impatto economico del coronavirus tra cui maggiore flessibilità sulle norme del debito pubblico tra gli Stati europei e l’emissione di obbligazioni comuni per tutta la zona euro, i cosidetti Coronabond.

I Coronabond sono obbligazioni europee emesse dai singoli Stati dell’Unione Europea che hanno lo scopo di coprire le spese legate all’emergenza sanitaria in corso. Il fondo monetario potrà essere usato per due tipi di spese: innanzitutto per le spese sanitarie, legate alla costruzione di ospedali da campo, acquisto di materiale medico (respiratori, guanti, camici, mascherine etc) e assunzione di medici e infermieri; in secondo luogo per rilanciare l’economica e aiutare chi sta subendo i danni delle misure restrittive riguardanti la chiusura delle attività commerciali.

I Coronabond dovrebbero essere emessi dalla BEI (Banca Europea degli Investimenti) o da altri enti creditizi; non dalla Banca Centrale Europea, dunque.

Giuseppe Conte si è dichiarato favorevole all’uso dei Coronabond, anche se preferisce chiamarli European Recovery Bond. Il suo appello agli altri Stati europei è mantenere l’unità, soprattutto in questo momento di crisi. Altri Stati invece non sono favorevoli a questa manovra di indebitamento comune, tra questi Olanda, Finlandia e Germania.