Coronavirus, è polemica su tweet La Russa. Iv: ironia fuori luogo

Lsa

Roma, 3 feb. (askanews) - Pioggia di critiche su un tweet di Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato ed esponente di Fratelli d'Italia, che sul coronavirus ha scritto: "Non stringete la mano a nessuno, il contagio è letale. Usate il saluto romano, antivirus e antimicrobi". Dopo pochi minuti il tweet è rimosso, ma il danno è fatto e non passa inosservato.

Paola Taverna, del M5s, anche lei vicepresidente del Senato, commenta su Facebook e usa parole di fuoco. "Ignazio Benito Maria La Russa, di Fratelli d'Italia, si fregia di essere vicepresidente del Senato. Peccato che oggi sui suoi social - scrive - se ne esca così, affrontando un tema serio come il Coronavirus con un allarmismo e una superficialità disarmanti. Poi, forse rendendosi conto che le sue parole avrebbero potuto puzzare di apologia del fascismo, ha cancellato tutto. Forse mentre lo scriveva pensava agli anni passati, quando da segretario regionale del Fronte della gioventù andava per le vie di Milano insieme ai suoi amici camerata. Per fortuna l'idiozia ancora non è contagiosa".

Per Italia Viva giunge la nota della deputata Silvia Fregolent. "Con l'uscita di oggi sul coronavirus La Russa è riuscito a fare tre gaffe in una sola volta. Temiamo si tratti di un record, nella classifica dei tweet più vergognosi dell'anno. La Russa ha in un colpo solo scherzato su un'emergenza internazionale e, in alcune centinaia di casi letali, su una tragedia; ha istigato, sempre scherzando, a commettere un reato perché suggerire di fare il saluto romano rappresenta un invito all'apologia di fascismo. Infine, tradendo il coraggio tipico dell'ideologia che dice di professare, ha cercato goffamente di deviare l'attenzione dalle proprie responsabilità addossando la colpa a un collaboratore. Troviamo che le affermazioni di La Russa non siano affatto divertenti. Le riteniamo anzi gravissime. Se ha davvero coraggio, si scusi".

Gennaro Migliore sempre di Italia Viva, considera quella di La Russa "ironia fuori luogo. Mi viene in mente quanto abbia sofferto il nostro Paese per quel saluto romano, che è stato il segno distintivo di un movimento politico-criminale come il fascismo. Più sobrietà è necessaria per chi riveste cariche pubbliche. La memoria è patrimonio indispensabile per ogni cittadino".