Coronavirus, 10% casi in terapia intensiva: gli ospedali reggeranno?

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Mentre il numero dei contagi da coronavirus continua a salire giorno dopo giorno, gli osservatori si chiedono se la rete degli ospedali italiani possa reggere ancora per molto una simile emergenza sanitaria, che fino ad oggi non si era mai vista nel paese. Nei reparti di terapia intensiva nelle regioni del Nord Italia aumentano infatti i ricoveri per complicazioni date dal Covid-19, ma gli esperti del settore assicurano come l’Italia abbia il know how necessario per poter affrontare l’epidemia di coronavirus.

Coronavirus, gli ospedali reggeranno?

Interpellata sulla questione, il professore ordinario di Anestesia e Rianimazione dell’Università degli Studi G.d’Annunzio di Pescara Flavia Petrini ha risposto: “La rete delle Terapie intensive reggerà. Abbiamo le competenze necessarie ad affrontare questa emergenza e stiamo attivamente collaborando con le istituzioni, dal ministero della Salute all’Istituto superiore di sanità e nelle singole regioni per aiutare a rimodulare la risposta nelle Rianimazioni”.

Tuttavia, secondo il presidente dell’Associazione anestesisti e rianimatori ospedalieri Alessandro Vergallo, il sistema ospedaliero italiano “Paga lo scotto di una pessima programmazione sanitaria”. Attualmente il personale medici sta vivendo estreme difficoltà nelle regioni maggiormente colpite dall’epidemia, con turni di lavoro estenuanti specie nella zona del lodigiano.

I reparti di terapia intensiva

Come specificato anche dai dati diramati dalla Protezione Civile, per circa il 10% dei pazienti positivi è necessario il ricovero in terapia intensiva: reparti che in tutto il territorio nazionale dispongono di un totale di 5.090 posti letto tra strutture pubbliche e private (ai quali si aggiungono 1.129 posti letto di terapia intensiva neonatale e 2.601 posti letto per unità coronarica).

Sulla questione è intervenuta in proposito la presidente della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva, che parlando proprio dei suddetti reparti afferma: “Siamo riconosciuti a livello internazionale sulla base della verifica di quali siano le competenze necessarie ad assistere i malati affetti da insufficienza multiorgano. La terapia intensiva polivalente è un luogo oggi considerato modulabile sull’intensità dell’assistenza che si eroga al paziente”.