Coronavirus, contagiati altri 70 sulla Diamond Princess. Pronto volo per gli italiani a bordo

(Photo: ASSOCIATED PRESS)

Si aggiorna giorno dopo giorno il bilancio delle vittime del coronavirus. Sono 1.665 i morti nella Cina continentale, su un totale di 68.500 casi di contaminazione registrati sul territorio, oltre 69.000 in tutto il mondo. La maggior parte dei decessi si è verificata nella provincia di Hubei (Cina centrale), il centro dell’epidemia iniziata a dicembre nella sua capitale Wuhan. Sono 5 i morti in altre parti del mondo: a Hong Kong, Giappone, Filippine, Francia a cui si aggiunge oggi il primo decesso a Taiwan.

L’incubo sulla Diamond Princess. Altre 70 persone, per un totale di 355, risultano positive al coronavirus sulla nave da crociera Diamond Princess ferma in quarantena in Giappone. Finora sono stati condotti test su 1.219 persone: 355 sono risultate positive, tra cui 73 senza sintomi, ha detto il ministro Katsunobu Kato sull’emittente pubblica Nhk. La Diamond Princess è in quarantena dal 5 febbraio nel porto di Yokohama, vicino a Tokyo. “Sulla base dell’elevato numero di casi di COVID-19 identificati a bordo, il Dipartimento della sanità ha valutato che i passeggeri e i membri dell’equipaggio sono ad alto rischio d’esposizione”, ha detto l’ambasciata americana in una lettera ai passeggeri.

Il Governo italiano sta lavorando per il rimpatrio dei 35 connazionali a bordo della nave. Tra di loro ci sono anche membri dell’equipaggio e il comandante della nave. “Posso dirvi che partirà un volo anche per loro, lo abbiamo deciso ieri insieme al commissario straordinario, Angelo Borrelli, e al ministro della Salute, Roberto Speranza” scrive Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, su Facebook. “Questa è l’Italia che non lascia mai soli i suoi connazionali. Siamo italiani, nessuno deve restare indietro, lo Stato c’è e non mancherà”.

 

Il virus è “curabile”.  “Il tasso di mortalità del Coronavirus è del 2,29% in Cina e dello 0,55% fuori. Questo dimostra che la malattia è curabile” ha detto il ministro degli esteri cinese Wang Yi a Monaco. Il ministro ha affermato che le possibilità di crescita non sono compromesse e che “la Cina uscirà da questa epidemia più forte” di prima e “diventerà un’economia più forte e sostenibile”

La Polizia cinese si mette al telefono. La polizia di Pechino alle prese con
7,6 milioni di telefonate da fare oggi. Sta chiamando i residenti e chiedendo loro informazioni sulla loro storia di viaggio, dato che la capitale cinese introduce severe misure di blocco per contenere il nuovo coronavirus. Lo riferisce la corrispondente della Cnn dalla capitale cinese, Lily Lee. “Domenica pomeriggio, sono stata chiamata da un agente della mia stazione di polizia locale, che mi ha chiesto la storia dei miei viaggi prima delle recenti vacanze del Capodanno lunare. Ha anche chiesto della mia salute e se avevo avuto contatti con persone di Hubei, la provincia al centro dell’epidemia. L’agente di polizia ha detto che le autorità stanno chiamando tutte le persone del mio quartiere con un indirizzo di Pechino, ma non un hukou di Pechino, o una registrazione domestica - questo è un modo semplice per identificare le persone che vengono da altre parti del Paese e, quindi, potrebbero essere tornate a casa durante il Capodanno lunare”.
A Pechino ci sono oltre 7,6 milioni di persone che non hanno un hukou (una registrazione nel sistema anagrafico) di Pechino, il che significa che se questa procedura viene effettuata in ogni distretto, la polizia potrebbe dover fare milioni di telefonate oggi.

 

 

 

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