Coronavirus, "2500 cinesi tornano in Toscana": politica si infiamma

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"Mi auguro che le centinaia di cittadini cinesi - si parla di 2.500 immigrati - che stanno rientrando in Toscana dopo un soggiorno in Cina vengano sottoposti a tutte le misure di sicurezza che l'allarme globale impone. Per la loro salute e per la salute dei cittadini italiani". Così in una nota il senatore Riccardo Nencini (Psi). "Sta alle autorità politiche e sanitarie della Regione Toscana fissare, in sinergia con il Ministero della Sanità, adeguati criteri di sicurezza per non incorrere nel rischio. Se dovesse essere decisa la misura della quarantena, come taluni medici virologi consigliano, non dubito - ha concluso Nencini - che si tratterebbe di una misura adeguata". 

Il tema alimenta il dibattito politico. "In Toscana vive la più importante comunità cinese d'Europa, che ha abitudini di vita e di lavoro particolari: una realtà che non può essere considerata alla stessa stregua di altre situazioni. Nascondere che fra Prato e Firenze esista la più importante concentrazione di cittadini di origine cinese in Europa è sbagliato, a tutela degli stessi cinesi oltre che degli italiani, e non aiuterà a risolvere il problema. Chiediamo che governo e Regione non sottovalutino questo aspetto ed agiscano di conseguenza: per questo ho presentato un'interrogazione al Ministro della Salute, chiediamo un intervento specifico ed efficace per fronteggiare l'emergenza", ha detto il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli.  

"Niente speculazioni ed allarmismi -ha sottolineato Donzelli - così abbiamo sempre responsabilmente agito e continueremo a farlo. Ma con altrettanto senso di responsabilità bisogna dire le cose come stanno: alle 2.500 persone che stanno rientrando dal Capodanno cinese per lo più dalla provincia dello Zhejiang, una delle zone focolaio del 'covid 19', si devono aggiungere le migliaia di clandestini che non sappiamo se abbiano frequentato luoghi infetti nella loro nazione d'origine".  

"I sindaci delle comunità interessate dal rientro di 2.500 cittadini cinesi, non possono lavarsene le mani, facendo i Ponzio Pilato della situazione. Non mi sento rassicurato dalle dichiarazioni dell'assessore Saccardi e come me molti cittadini che continuano a chiamare anche in Consiglio regionale. Se il protocollo nazionale impone un livello minimo, io chiedo ai sindaci di Firenze, Prato, Scandicci, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano di alzare il livello di precauzione e scendere in campo per tutelare maggiormente i loro concittadini. Non possiamo sottovalutare l’allarme della comunità scientifica!", afferma il consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi). 

"A prescindere dalle responsabilità della Regione Toscana sul delicato tema relativo al coronavirus (molte direttive sono infatti a livello di Ministero) rimaniamo perplessi di fronte alla scelta della Giunta regionale di lasciare alla volontarietà dei cittadini cinesi di rientro dal loro Paese, di rivolgersi o meno all’ambulatorio apposito creato all’Osmannoro senza attivare procedure di quarantena, come consigliato anche da virologi di fama come il professore Burioni", le parole dei consiglieri regionali Elisa Montemagni e Jacopo Alberti (Lega).