Coronavirus, 29 morti in Campania

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Sono 29 i deceduti in Campania per coronavirus e 41 i pazienti guariti. I numeri sono quelli forniti dall'Unità di crisi della Regione Campania, che in una nota comunica il riparto per provincia dei 956 casi positivi di coronavirus registrati in regione fino all'aggiornamento di ieri sera.  

L'Unità di crisi della Regione Campania comunica che, presso il centro di riferimento dell'ospedale Cotugno di Napoli, sono stati esaminati 339 tamponi di cui 14 risultati positivi, mentre al centro di riferimento dell'ospedale San Paolo di Napoli sono stati analizzati 16 tamponi, di cui 6 risultati positivi.  

GOVERNATORE CAMPANIA DE LUCA - "Esprimo il mio vivo apprezzamento per la tempestività e l'importanza della decisione assunta dal Governo, ed esplicitata dal decreto congiunto del Ministero della Salute e del Ministero dell'Interno, per il blocco di tutte le partenze da Nord a Sud" dichiara il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. "Questo ci aiuterà a combattere meglio la diffusione del contagio", aggiunge."Rimane aperto un problema che a mio parere va affrontato con altrettanta tempestività e determinazione: il controllo del territorio, per il quale le forze in campo sono insufficienti". Così il presidente della Regione Campania, che se da un lato esprime apprezzamento "per il blocco di tutte le partenze da Nord a Sud", dall'altro ritiene "assolutamente necessario impegnarsi in un grande sforzo collettivo, rivolto all'obiettivo essenziale e prioritario di contenere il contagio. Occorre un piano di mobilitazione mirato delle forze di polizia ma anche di tutte le Forze armate, coerente con l'obiettivo, al netto delle attività di prevenzione antiterrorismo". 

IL SINDACO DI NAPOLI DE MAGISTRIS - "Finalmente il Governo ha deciso di fermare tutto, ad eccezione di ciò che è essenziale per continuare a vivere. Rimangono operativi, quindi, servizi di pubblica necessità, alimentari, farmacie e pochissimo altro". Lo scrive su Facebook il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. "Stiamo per combattere la fase decisiva della guerra, le prossime tre settimane", aggiunge de Magistris. "Chi deve combattere fuori dalle mura di casa va difeso e sostenuto. Tutti gli altri combattano restando a casa. Uscite solo quando assolutamente necessario, altrimenti sarete gli alleati del nemico". Il primo cittadino ha "chiesto al prefetto, unica autorità competente, di potenziare al massimo, anche di più, i controlli da parte di tutte le forze di polizia, Esercito compreso. Punire i trasgressori ed impedire riunioni e assembramenti di persone. Laddove in prossimità di esercizi commerciali non si rispettassero le condizioni di sicurezza, i locali dovranno essere chiusi. Controlli rigorosissimi per evitare che altre persone, dopo la chiusura delle aziende e delle fabbriche al Nord, ritornino nelle nostre terre. Se amate la vostra terra di origine e i vostri cari restate in casa". "Fate presto, anche se avete smantellato il sistema sanitario nazionale e regionale per anni, ora provate a usare tutte le armi che avete per rafforzare l'esercito sanitario". Chiede interventi rapidi per "realizzare mascherine, dispositivi di sicurezza, ossigeno, letti di reparto e, soprattutto, di subintensiva, terapia intensiva e rianimazione. Altrimenti è probabile, forse certo, che si morirà perché non ci sarà il posto per curare i malati". Secondo de Magistris "si rischia una tragedia nonostante il lavoro eccezionale che stanno facendo i nostri medici e i nostri infermieri. Per vincere la guerra contro il virus sono necessari i tre fronti: stare a casa, controlli rigorosissimi, posti letto. Se salta uno dei tre fronti, soprattutto l'ultimo, abbiamo perso e il nemico lascerà a terra tanti, troppi morti. La guerra la vinceremo, ma dobbiamo evitare un numero impressionante di caduti. Sono certo che, insieme, possiamo vincere questa guerra, ma dobbiamo combattere tutte e tutti", conclude de Magistris.