Coronavirus, 32enne morto impegnato nella lotta alla violenza sulle donne

coronavirus 32enne morto lotta violenza sulle donne

Si è spento giovanissimo per le conseguenze del coronavirus e la sua scomparsa ha lasciato un vuoto indelebile nei tanti che lo conoscevano e lo apprezzavano: stiamo parlando di Fabrizio Marchetti, il 32enne morto in Brianza, tra le vittime più giovani della pandemia che sta mettendo in ginocchio l’Italia intera. Fabrizio era conosciuto nella sua comunità, quella di Seveso, come barista, ma da tempo aveva deciso di dedicarsi anche a battaglie sociali importanti, prima fra tutte quella contro la violenza sulle donne.

La lotta alla violenza sulle donne

Era il 2018 quando Fabrizio ha deciso di cimentarsi come attore e regista in una pellicola che tratta il delicato tema della violenza sulle donne. Lo ha fatto dando vita a Rob, un personaggio dall’anima pura (che proprio per questo dà il titolo al film, White soul) che non riesce a sopportare la prevaricazione a danno dei più deboli. Così decide di farsi giustizia da solo. Con la pellicola, il 32enne morto per coronavirus vuole lanciare un messaggio universale: “Tutti si impegnino, ma nel modo giusto, per fermare la violenza. Spero che il film riesca a compiere un’opera di sensibilizzazione su un tema così importante”.

Una storia, quella di Rob, nata 6 anni prima con un romanzo. Poi, grazie all’incoraggiamento di alcuni amici appassionati di cinema, ciò che esisteva solo su carta è diventato realtà grazie alla stesura di una sapiente sceneggiatura e all’aiuto di altri cinque ragazzi della Brianza.

lotta violenza sulle donne

32enne morto di coronavirus: chi era

Fabrizio Marchetti viveva a Nova Milanese, Comune della Brianza dove la famiglia aveva gestito, per molti anni, un bar nel Parco Vertuta. Proprio dai familiari ha appreso i segreti del mestiere e grazie al loro insegnamento ha potuto cimentarsi in un’attività in proprio: il bar MADA di Seveso. I primi sintomi del coronavirus sono comparsi a inizio marzo. L’infezione ha peggiorato il quadro crilico di Fabrizio, il cui sistema immunitario era già fortemente debilitato a causa di un malessere cominciato durante un viaggio a Cuba.