Coronavirus, in 50 da Madonna di Campiglio a Messina: "Saranno denunciati"

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Di rientro dalla settimana bianca non si sarebbero autodenunciati e posti in isolamento domiciliare. C’è preoccupazione a Messina dopo la notizia dei 50 messinesi tornati da Madonna di Campiglio lo scorso 7 marzo, facendo scalo a Bergamo, e che avrebbero violato l’obbligo di comunicare il proprio rientro all’Azienda sanitaria locale e di mettersi in auto-quarantena. Si tratta di medici, commercialisti, avvocati e professionisti a loro volta entrati in contatto con decine di persone una volta tornati dalle vacanze in montagna. La Polizia municipale ha già acquisito i nominativi dei componenti della comitiva, che ha soggiornato in due alberghi della nota località sciistica. Intanto uno di loro, un medico che nei giorni scorsi avrebbe prestato servizio anche in un centro diagnostico a Santa Teresa Riva, è risultato positivo. 

"E' stata inoltrata una richiesta alla questura di Trento – dice il sindaco di Messina Cateno De Luca - per accertare se altri cittadini messinesi abbiano soggiornato in altre strutture alberghiere o b&b. Tali accertamenti consentiranno di verificare chi, tra i villeggianti, abbia rispettato le prescrizioni del Dpcm e chi, invece, se ne sia infischiato continuando a svolgere una vita sociale incurante delle prescrizioni sanitarie, esponendo al rischio del contagio tutte le persone con le quali è entrato in contatto. Dopo lunga e sofferta riflessione – continua il primo cittadino – sono giunto alla conclusione che non è possibile al momento procedere alla pubblicazione dei nominativi di questi concittadini che sembrano avere violato le basilari prescrizioni anti-contagio. Sarà prima necessario, infatti, verificare chi tra loro, e alcuni sappiamo che lo hanno fatto, si è autodenunciato all’Asp e si è posto in autoisolamento".    

"Per tutti coloro che non hanno rispettato queste norme – avverte De Luca - scatterà ovviamente la denuncia e procederò anche a rendere noti i loro nomi. Nel frattempo ciò che urge è assicurare la massima tutela alla salute pubblica e per fare ciò è necessario che ogni persona sia posta nelle condizioni di valutare se è entrata in contatto con uno o più di questi soggetti provenienti da Madonna di Campiglio". Da qui l’invito del sindaco ai componenti della comitiva di sciatori a "rendere noti i loro nomi e dire se hanno seguito le norme anti-contagio, autorizzando il Comune di Messina a diffondere tale dato. Solo così sarà possibile arginare il più velocemente possibile il rischio di contagio".   

"Confido nel senso di responsabilità di ognuno – conclude il sindaco peloritano –. Il rischio che stiamo correndo è quello di un contagio esponenziale". Uno dei c Ci rendiamo conto della gravità della situazione? Adesso che vi è la certezza che almeno uno di questi soggetti che componevano la comitiva di sciatori ha contratto il Coronavirus, non è più tempo di omertà o di incertezze: autodenunciatevi e consentiteci di diffondere i vostri nominativi, solo così si potrà intervenire per evitare il peggio".   "Mi sarei aspettato più senso di responsabilità da soggetti che sono anche medici, professionisti e notabili della città – conclude De Luca – specie perché di ritorno dalle zone dei primi focolai del virus. Considerato il generale senso di imprudenza che continuiamo a registrare, sto valutando di fare un’altra ordinanza che impedisca a tutti di uscire da casa eccetto per motivi seri che vanno certificati. Mi auguro che per le ore 19.00 avrò già ricevuto le prime autosegnalazioni in modo da potere informare la collettività in diretta dalla pagina Facebook, De Luca Sindaco di Messina, e rendere pubblici i nomi di tali soggetti, a tutela dei cittadini che nei giorni successivi al loro ritorno in città sono entrati in contatto con loro".