Coronavirus, Aduc: attenzione a non forzare norme punitive -3-

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Roma, 14 mar. (askanews) - L'autocertificazione mendace e la a prassi dei controlli. "È fatto noto a tutti che le esigenze per le quali si è ritenuto di mettersi in viaggio debbono essere autocertificate ed il Governo ha reso disponibile un modello da compilare. Nella prassi accade che le forze dell'ordine chiedano l'esibizione del modello compilato, ma non è obbligatorio esserne muniti prima di uscire di casa. La certificazione può essere resa "seduta stante" alle autorità (https://www.interno.gov.it/sites/default/files/possomuovermi.pdf) . I pubblici ufficiali possono verificare se le "comprovate" esigenze corrispondano alla realtà e, nel caso in cui emergano delle discrepanze tra quanto dichiarato e quanto rilevato, possono procedere alla contestazione di un delitto.

Alcune gravi perplessità I provvedimenti presi in questi giorni convulsi lasciano spazio a moltissimi dubbi: fra questi spicca la censurabile qualificazione giuridica delle dichiarazioni mendaci. Gli interrogativi non sono da poco: quale delitto può essere contestato? E soprattutto, le forze dell'ordine possono procedere all'arresto se riscontrano un falso? Il modello stesso (https://www.aduc.it/comunicato/coronavisrus+nuovo+regime+mobilita +individuale_30787.php) cita l'art. 76 del DPR 445/2000, che viene affiancato dal richiamo all'art. 495 c.p.. Gli operatori del diritto sanno bene che in caso di violazione dell'art. 76 del DPR 445/2000 è ravvisabile la violazione dell'art. 483 c.p., il c.d. falso ideologico commesso dal privato, reato molto meno grave della "falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri" disciplinata dall'art. 495 c.p. (Segue)