**Coronavirus: all'Abbazia di Farfa le preghiere dei fedeli perché si arresti al più presto**

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"Preghiamo perché il Coronavirus si arresti al più presto": nell’apprensione collettiva per l’epidemia in Italia, c’è chi, entrando in chiesa, dedica un momento di raccoglimento in preghiera affinché il 'nemico invisibile' sia sconfitto. Il pensiero va soprattutto a chi nelle aree del focolaio vive in queste ore momenti di difficoltà: l’espressione è un gesto, una riflessione lasciata su un libro che registra le visite dei diversi fedeli e turisti che si recano nell’antica terra sabina per ammirare la storica Abbazia benedettina di Farfa, dove vivono 6 monaci.  

Appena si fa ingresso nella Basilica di Santa Maria si è avvolti da un silenzio che richiama alla pace. La stessa che oggi si vorrebbe ripristinare in un Paese che da un giorno all'altro ha visto la quotidianità di parte della popolazione stravolta. E allora, anche in spirito di fratellanza, c'è chi prega perché "il coronavirus sparisca". Il libro custodisce, in questo senso, i pensieri di diversi visitatori. Ma nel borgo di Farfa che conta in tutto 35 anime non c'è preoccupazione. "C'è la tranquillità di sempre, se ne parla ma senza alcuna ansia. Ovviamente nessuna mascherina. Stupisce l'allarmismo che si è generato intorno a questo virus quando, sappiamo, che si muore anche per influenza stagionale", dice all'Adnkronos Marta Fabrizi, della Monastica Officina, l'erboristeria di Farfa.  

"In questo periodo c'è meno flusso di turisti, un po' il periodo un po' perché sono stati sospesi i viaggi a causa del coronavirus. A visitare l'Abbazia - sottolinea Fabrizi - vengono da tutta Italia: scuole, sacerdoti, camminatori. E' un luogo magico, non mi sorprende che vi siano stati diversi turisti che si sono soffermati a pregare o riflettere, anche per la fine dell'epidemia".