Coronavirus, allarme medici in prima linea: servono dpi subito

Mda

Milano, 13 mar. (askanews) - Ha già superato le mille firme la petizione lanciata su un gruppo Facebook di soli medici dedicato al Coronavirus per richiedere urgentemente dispositivi di protezione individuale come mascherine del tipo ffp3, visiere, guanti e "tutto quello che serve ai medici e che è di nostro diritto per evitare di contagiarsi e contagiare, ammalarsi e far ammalare".

Sono numerose le segnalazioni nel gruppo, che ha circa 70mila iscritti, di personale medico e paramedico costretto a lavorare senza adeguate protezioni. "I Dpi devono essere prescritti per tutta la popolazione nei luoghi pubblici - scrive nei commenti un medico - se non ce ne sono abbastanza (e sappiamo è così) facciano almeno dei tutorial ed insegnino a farseli (basta un rilevatore di polveri e fare test comparativi con quelle in commercio). In Cina hanno fatto così finchè non sono stati autonomi nella produzione".

"Sarebbe sufficiente pensare - si legge in un altro post - che il personale sanitario rappresenta il 10-15% degli affetti... aspettano forse che vi sia una carenza di medici e infermieri oltre che di DPI... come pensano poi di sostituirci?". Un medico di base di Varese scrive: "400 guanti e 8 mascherine chirurgiche !". E dalla Ats Milano: "Anche noi stessa storia. Si lavora fino a che si contraggono i sintomi nonostante contatto".

I post sono un susseguirsi di segnalazioni, informazioni, iniziative: "L' Ordine dei Medici - si legge ancora - sta cercando, contattando direttamente le aziende produttrici, di acquistare DPI da distribuire ai medici, ma ci sono difficoltà nel superare la dogana (le aziende sono extra-UE e le dogane hanno tempi lunghi)".

Scrive un anestesista di Palermo: "A distanza di tanti anni da oggi non ho dubbi che saremo ricordati per l'impegno profuso, per i sacrifici che ognuno di noi sta compiendo, per la stanchezza e le lacrime versate, perché prima che tutto finisca vedremo ancora dolore e sofferenza, e forse nel nostro destino è scritto qualcosa di peggio". "Questo virus - ha aggiunto - ci sta chiamando tutti non solo ad una grande prova medica, ma soprattutto emozionale. Molti di noi sono chiusi da giorni in ospedale e lottano insieme ai contagiati, e ci sono ammalati che stanno combattendo per la loro vita, altri trasferiti altrove, altri stanno guarendo ma la strada è ancora lunga". "E un giorno - conclude il post - tra i momenti belli, ricorderemo quando tutto sarà finito. Perché i momenti più belli, per l'appunto, sono proprio alla fine".