Coronavirus, allarme Ucoii su defunti: mancano cimiteri islamici

Cro/Ska

Roma, 20 mar. (askanews) - L'Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia (Ucoii), la sigla più rappresentativa dell'islam italiano, lancia l'allarme per i defunti musulmani all'epoca del coronavirus: le salme che normalmente verrebbero rimpatriate in tempi ragionevoli giacciono, a causa della chiusura delle frontiere, "nelle celle di diversi obitori, generando così una nuova emergenza nell'emergenza" e a causa della carenza del numero di cimiteri islamici in Italia, nonché la difficoltà regolamentare dei comuni a ospitare defunti di altre provincie o regioni "rende ancor più difficile ogni operazione di sepoltura dei musulmani nel territorio nazionale".

"In questo momento di grande lutto per la nostra Italia esprimiamo le nostre più sincere condoglianze alle famiglie delle 3.405 vittime, e chiediamo all'Iddio di guarire i contagiati. Un sincero ringraziamento ai medici, agli infermieri, agli operatori e ai volontari che sono in prima linea per salvare la vita a tutta la popolazione da questa pandemia", si legge in una nota dell'Ucoii.

"A causa dell'emergenza Covid-19 le rotte aeree e marittime del nostro Paese con l'estero sono interrotte, ciò ha portato alla giacenza di molti corpi di musulmani deceduti, sia per il coronavirus che per altri motivi, nelle celle di diversi obitori, generando così una nuova emergenza nell'emergenza. Salme che in altri tempi, sarebbero state rimpatriate, in tempi ragionevoli, verso i paesi d'origine".

"Oltre a questo, la carenza del numero di cimiteri islamici sul territorio nazionale e le strette regole comunali sui cimiteri che difficilmente permettono di ospitare defunti di altre province o regioni, rende ancor più difficile ogni operazione di sepoltura dei musulmani nel territorio nazionale".

"L'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia si è attivata assieme ad alcune Prefetture, ed in contatto con il Ministero dell'Interno, per poter agevolare la sepoltura dei defunti musulmani nei cimiteri islamici già esistenti anche se provenienti da altre province o regioni".

"A maggior tutela del diritto di lutto e per garantire una degna sepoltura, l'UCOII ha anche diramato un Vademecum per le ritualità funebri per la comunità islamica italiana al fine di dare chiare indicazioni sulle procedure da adottare e le deroghe sulle pratiche religiose in fase di emergenza".

"Infatti, per i deceduti di Coronavirus, al fine di arginare il contagio, viene sospeso il lavaggio delle salme e il rito del Janaza, la preghiera funebre, sarà riservata a pochi familiari e l'imam rispettando le indicazioni ministeriali".

"Infine, l'UCOII mette a disposizione la lista dei cimiteri islamici presenti in Italia (ucoii.org/cimiteri-islamici-in-italia/) e delle agenzie per le onoranze funebri in grado di rispettare i canoni islamici indicati per le procedure di seppellimento (ucoii.org/agenzie-funebri/). Così come mette a disposizione anche il proprio canale whatsapp (al numero 351 5101 666) per la segnalazione di casi affinché possa intervenire per facilitare la sepoltura nelle aree cimiteriali dedicate ai musulmani".