Coronavirus, altri due casi di origine sconosciuta in California e nell’Oregon

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Sono saliti a tre i casi di coronavirus negli Stati Uniti: in particolare si tratta di positività dall’origine sconosciuta. A poche ore dalla decisione degli Usa di limitare i viaggi in Italia, dunque, si cerca di capire come il virus abbia raggiunti i pazienti infetti. Il primo era un uomo di 65 anni della contea di Santa Clara: questo paziente, però, non aveva viaggiato in Paese colpiti dall’epidemia, né era entrato in contatto con persone infette. Un’altra situazione simile si era verificata con una donna della contea di Solano, a circa 150 km di distanza.

Coronavirus, casi di origine sconosciuta

Sono ancora ignote le cause di diffusione del Covid-19 negli Usa: molti pazienti positivi infatti, non hanno viaggiato in Paesi esteri né sono entrati in contatto con pazienti infetti. Si tratta dei cosiddetti casi di origine sconosciuta, ovvero pazienti positivi al coronavirus di cui non è nota la modalità di contagio. Jannifer Nuzzo della John Hopkins University, ha spiegato al Washington Post che potrebbe trattarsi di una trasmissione locale in California e in altri Stati. “Semplicemente non l’hanno ancora riconosciuta”, ha detto.

Secondo l’ultimo bollettino sanitario americano (aggiornato al 29 febbraio) sono 65 i casi di contagio confermati.

Le parole di Bill Gates

Il patron della Microsoft, Bill Gates, ha dichiarato che il coronavirus “potrebbe essere l’agente patogeno del secolo che temevamo”. In un articolo sul New England Journal of Medicine, inoltre, ha detto: “Io spero che che non sia così pericoloso, ma dobbiamo dare per scontato che lo sia fino a quando non venga provato il contrario”. Rispetto alla pandemia influenzale del 1957 – questo il paragone di Gates – il Covid-19 “uccide anche adulti sani oltre ad anziani con problemi di salute. E poi la persona media infettata trasmette il virus ad altre 2 o 3, un tasso di crescita esponenziale”. Infine, sottolinea, il tasso di mortalità “è molto più alto rispetto a quello di una tipica influenza stagionale”.