## Coronavirus, amb. Razov: nessun secondo fine negli aiuti russi -3-

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Roma, 25 mar. (askanews) -

"A suo avviso, questa pandemia avrà serie conseguenze nelle relazioni internazionali?"

Sergey Razov: "Per ora la pandemia si sta sviluppando in modo esponenziale. Si diffonde in sempre più paesi e regioni, miete un numero crescente di vittime e crea continuamente nuovi diversi problemi. È troppo presto per valutarne l'impatto, anche sulle relazioni internazionali. Al contempo, la tendenza fino a poco tempo fa oggettivamente dominante della globalizzazione, la commistione e la compenetrazione di vari aspetti della vita sociale ed economica, si scontra oggi con la controtendenza al sovranismo e all'isolamento mentre i Paesi cercano di risolvere i problemi legati a questa emergenza, facendo affidamento in primo luogo sulle proprie capacità e risorse nazionali. Si prenda, ad esempio, il restringimento del campo di applicazione delle norme Schengen, la chiusura delle frontiere con notifica ai vicini all'ultimo minuto, ponendoli di fatto davanti al fatto compiuto, e la restrizione dei collegamenti trasportistici. Non ci rimane altro che sperare che queste misure siano di natura esclusivamente temporanea.

A tutto questo vanno aggiunte le conseguenze socio-economiche provocate dalla situazione contingente sui mercati dell'energia e dei fondi e dalle brusche oscillazioni valutarie. Per farla breve mi sembra palese che l'Europa post-epidemica assumerà un aspetto un po' diverso.

In merito al posto e al ruolo della Russia nell'emergente situazione internazionale, vorrei ricordare che il Presidente della Federazione Russa V. V. Putin invita invariabilmente e coerentemente i Paesi europei ad unire gli sforzi per combattere le nuove sfide e le nuove minacce globali, che, come è assolutamente evidente, comprendono la minaccia alla vita e alla salute delle persone".