Coronavirus, ambasciata cinese su Zaia: "Basiti da offese gratuite"

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"In un momento cruciale come questo, in cui Cina e Italia si trovano fianco a fianco ad affrontare l'epidemia, un politico italiano non ha risparmiato calunnie sul popolo cinese. Si tratta di offese gratuite che ci lasciano basiti". A dichiararlo è il portavoce dell'ambasciata cinese in Italia commentando le parole del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.  

Zaia: "I cinesi? Li abbiamo visti tutti mangiare topi vivi" 

"Ci consola il fatto - aggiunge il portavoce - che moltissimi amici italiani non sono d'accordo con tali affermazioni e, anzi, le criticano fermamente. Siamo convinti che le parole di un singolo politico non rappresentino assolutamente il sentire comune del popolo italiano, un popolo civile e nostro amico. Il nuovo coronavirus è un nemico comune, che richiede una risposta comune. In un momento così difficile, è necessario mettere da parte superbia e pregiudizi e rafforzare la comprensione e la cooperazione al fine di tutelare la sicurezza e la salute comune dell'umanità intera". 

"Il presidente Zaia ha sbagliato e si è scusato - replica Francesco Giro (Fi) - Ma la Cina e in particolare il suo ambasciatore in Italia dovrebbero ammettere la grave responsabilità del ritardo con cui hanno lanciato l’allarme dei rischi di una possibile epidemia-pandemia - con almeno due mesi di ritardo -, se è vero che da ottobre si sono avuti i primi riscontri oggettivi del contagio da nuovo coronavirus. A ciò si aggiungono le dubbie e controverse condotte di igiene e sicurezza alimentare in Cina. Perché l’ambasciatore cinese che oggi critica Zaia non ricorda anche questo? Per attaccare Zaia caro ambasciatore occorre avere tutte ma proprio tutte le carte in regola! Ok? Altrimenti meglio un silenzio operoso".