Coronavirus: Ambasciatori gusto, con settore ristorazione in crisi intera Italia

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"L’Italia conta 330.000 attività ristorative che generano più di 1 miliardo di entrate di tasse statali. Mettendo in ginocchio, com’è stato fatto, turismo, arte ed enogastronomia, mettiamo in ginocchio l’intera Italia. A Milano c’è un calo del lavoro generalizzato di circa 80-90%, non solo nella ristorazione ma in tutto il comparto dell’accoglienza e dell’ospitalità. Si può già parlare di una crisi che non passerà in fretta e da cui faremo fatica ad uscire, complice l’immagine che abbiamo dato nel mondo. All’estero siamo percepiti come un popolo di appestati, da cui bisogna stare alla larga". A lanciare l'allarme è Cesare Battisti, segretario generale dell’Associazione italiana Ambasciatori del Gusto e ristoratore meneghino, che si fa portavoce di uno dei settori più colpiti dalla paura del contagio con il coronavirus, quello della ristorazione e dell’accoglienza. 

"Come Associazione abbiamo dato voce alle necessità del comparto: servono misure immediate ed eccezionali - avverte - che possono andare da una defiscalizzazione degli oneri statali a un accesso immediato a un credito, senza interessi, per poter far fronte alle esigenze del momento e non portare al collasso tutto il comparto. La situazione che stiamo vivendo non è da sottovalutare". 

"La ristorazione, in Veneto e Lombardia, ma dalle ultime notizie anche in altre Regioni, rischia seriamente un default. Noi Ambasciatori del Gusto siamo stati i primi a portare l’attenzione su questo problema, con richieste specifiche e concrete che sono già nelle mani dei ministri competenti, dei presidenti di Regione, oltre che del presidente del Consiglio. Al nostro appello hanno poi aderito altre due autorevoli associazioni, Jre e Chic, e ciò dimostra che fare rete e agire insieme si può e si deve specialmente quando si tratta di temi trasversali a favore del comparto e del Paese", sottolinea. 

"Per questo ci appelliamo ancora una volta - prosegue il segretario generale dell’Associazione italiana Ambasciatori del Gusto - al sindaco di Milano e al governatore della Regione Lombardia di farsi rappresentanti della reale emergenza e concretizzare soluzioni che consentano un futuro di ripresa in tempi brevi. Siamo fiduciosi ma non aspettiamo la politica, ci rimbocchiamo le maniche e lottiamo. In queste ore, stiamo organizzando diversi incontri con altre associazioni e altre realtà aggregative per creare una comunicazione autonoma e veicolare con più forza messaggi propositivi". 

"Fino ad oggi - ribadisce - siamo stati trascurati dal governo e dal legislatore. Non possiamo essere considerati e citati come settore trainante e fiore all’occhiello del Paese solo quando le cose vanno bene. Ci aspettiamo che nelle prossime misure ci siano strumenti per sostenere questo settore e questo deve avvenire nel giro di pochissimi giorni". 

"Nello specifico - ricorda Battisti - chiediamo l’estensione del Fondo di integrazioni salariali al nostro settore, un accesso al credito diretto, urgente e a tasso zero, la sospensione dell’obbligo su adempimenti fiscali come ad esempio gli F24 per almeno 6 mesi, da spalmare sulle prossime annualità. Non lasceremo intentata nessuna strada, busseremo a tutte le porte e i portoni e ci impegneremo al massimo: c’è un bene troppo grande in gioco, che va anche oltre le nostre imprese, si tratta della nostra storia, della nostra identità, del nostro orgoglio".