Coronavirus, ambulatori a porte chiuse: le proposte dei medici

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Ambulatori ‘a porte chiuse’, visite solo su appuntamento, attivazione delle unità speciali per l’assistenza domiciliare. Sono le proposte della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo) per arginare il la diffusione del coronavirus. Indicazioni contenute in una lettera inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai ministri della Salute Roberto Speranza, dell’Interno Luciana Lamorgese, della Giustizia Alfonso Bonafede, al presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, e a tutti gli assessori alla Salute, per invitarli a stabilire nuovi modelli organizzativi per gli studi medici. A scriverla, oggi, il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli con il chiaro obiettivo di "limitare il contagio dei sanitari e la conseguente diffusione del virus tra i pazienti".  

"Occorre - dice Anelli - regolamentare l’accesso agli ambulatori dei medici di medicina generale, della continuità assistenziale, dei pediatri di libera scelta. Accesso che va riservato solo ai casi indifferibili, organizzato su appuntamento, previo triage telefonico, e facendo entrare un paziente alla volta, accompagnato, se non autosufficiente, da una sola persona", aggiunge il presidente Fnomceo.  

"Questo modello organizzativo, adottato già da alcune Regioni, come la Puglia, e Province, come Reggio Emilia - aggiunge - va esteso su tutto il territorio nazionale, iniziando dalle zone più colpite dall’epidemia. Inoltre, vanno subito attivate le unità speciali per l’assistenza domiciliare dei malati che non necessitano ricovero, previste dal decreto-Legge del 9 marzo scorso".