Coronavirus, Amsi-Umem: indagine internazionale su morte Li Wenliang

Cro-Mpd

Roma, 7 feb. (askanews) - "Chiediamo un indagine internazionale sulla morte di Li Wenliang ,tuteliamo gli altri 7 medici cinesi che hanno dato l'allarme" sul coronavirus, "le emergenze sono anche le discriminazioni nei confronti dei cinesi che sono aumentate del 60% a Gennaio ,il maltrattamento dei medici in Cina e le battaglie per gli interessi farmacologici".

Così l'associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi),l'Unione medica Euro Mediterranea (Umem) e il Movimento internazionale Transculturale interprofessionale Uniti per Unire (UxU) esprimono condoglianze ai familiari del dr. Li Wenliang morto dopo giorni di sofferenza in ospedale tenuto in vita dai macchinari per la ventilazione extra corporea.

"Ringraziamo il Dr. Wenliang per il suo coraggio a denunciare per primo l'inizio del contagio ma non fu creduto anzi ha ricevuto un maltrattamento e la prigione. Quanto agli altri 7 medici cinesi del gruppo che hanno annunciato insieme al dr. Li l'emergenza, speriamo che nessuno li possa toccare e maltrattare come tanti altri medici e infermieri cinesi e stranieri che ricevono minacce tutti i giorni dalla polizia cinese nonostante stiano offrendo un servizio di assistenza sanitaria e a domicilio importante a Wuhan e provincia", dichiara Foad Aodi Fondatore Amsi e Umem e membro del Gdl Salute Globale Fnomceo, nel chiedere una indagine internazionale sulla morte del collega cinese. Aodi si rivolge "a tutti i medici e infermieri cinesi e stranieri in Cina", esprimendo loro "solidarietà e sostegno" e invitandoli a "denunciare tutto senza paura visto che la cura e la battaglia contro l'epidemia di Coronavirus dipende da loro e dal loro impegno costante come ci riferiscono i nostri colleghi cinesi e di origine straniera e arabo che sono in contatto con noi dalla Cina".

Infine Aodi "nel ribadire la denuncia iniziale contro Oms e Cina per il ritardo nell'annunciare il contagio, e per fortuna tutte e due sia l'Oms che la Cina hanno ammesso il loro sbaglio, adesso avverte che bisogna combattere la discriminazione nei confronti dei cinesi che sono aumentate del 60% a gennaio: non dare spazio alle strumentalizzazioni su farmaci per fini e interessi economici sulla pelle dei pazienti senza evidenze scientifiche".