Coronavirus, Anzaldi (Iv): controlli su smart working, no uso ferie

Pol/Arc

Roma, 16 mar. (askanews) - "Basta con gli annunci sullo smart working, il Governo passi dalle parole ai fatti e faccia rispettare le nuove disposizioni, se necessario anche con una task force. E faccia verifiche sulle ferie: davvero si può pensare che in questi giorni qualche lavoratore si metta spontaneamente in ferie? E' chiaro che sarebbe un abuso dei datori di lavoro, nel nuovo Decreto si preveda una disposizione ad hoc che impedisca di consumare le ferie per poter evitare di essere contagiati. E si facciano controlli". Lo scrive su Facebook il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi, componente della commissione Cultura della Camera.

"Se davvero, come dice la ministra Dadone - prosegue Anzaldi - lo smart working è diventato, grazie alle nuove regole, la 'modalità ordinaria' di lavoro nella PA, perché decine di migliaia di presidi, bidelli e personale amministrativo continuano ad andare a lavoro nelle scuole? Sono circa 50-60mila persone, secondo i numeri riferiti dall'Associazione Nazionale Presidi. Da giorni i presidi e Italia Viva chiedono al presidente del Consiglio Conte e alla ministra Azzolina di chiudere davvero le scuole, ma la risposta è stata solo un assordante silenzio. A che servono gli inviti a stare a casa, se poi non si eliminano spostamenti inutili disposti proprio dalle Pubbliche amministrazioni? E' assurdo che ancora centinaia di migliaia di dipendenti pubblici debbano recarsi nei luoghi di lavoro. Se è vero il numero riferito dal ministero del Lavoro a Milena Gabanelli, sarebbero solo 500mila i lavoratori complessivi oggi in smartworking nelle aziende pubbliche e private. Un numero davvero basso. Chi controlla? Davvero i dipendenti sono stati messi a lavoro a casa oppure ci sono casi di abusi, tra chi viene ancora obbligato a recarsi nel luogo di lavoro e chi è stato persino obbligato a mettersi in ferie?".