Coronavirus, Anzaldi(Iv): errore sospendere Porta a Porta

Red/Lsa

Roma, 10 mar. (askanews) - La Rai ha agito bene applicando con rigore le indicazioni del governo per contrastare il diffondersi del coronavirus, ma è stato un errore sospendere il programma Porta a Porta. Lo ha affermato il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, in un'intervista al sito di informazione "Globalist" a proposito della sospensione di "Porta a porta" e lo stop a Bruno Vespa dopo aver odpitato in trasmissione Nicola Zingaretti risultato poi positivo. "Credo che l'azienda abbia fatto bene ad avere il massimo rigore nell'applicare le norme previste dal Governo per combattere il contagio, a tutela innanzitutto della salute dei giornalisti e dei dipendenti coinvolti. Come avrebbe potuto non farlo? E' giusto essere prudenti, esattamente come è stato prudente il presidente del parlamento Europeo David Sassoli, che per il semplice fatto di essere stato in Italia nei giorni scorsi oggi ha presieduto la seduta dell'Europarlamento dalla sua abitazione a Bruxelles invece che dall'Aula. Questo non significa, però, che la Rai debba incorrere nell'errore di sospendere addirittura la trasmissione. Che senso ha eliminare quell'approfondimento dal palinsesto? La Rai - ha proseguito Anzaldi - conta su un organico giornalistico sconfinato, oltre 1.500 giornalisti. Se per Vespa e alcuni redattori della trasmissione è stata valutata la misura cautelativa della quarantena, la Rai può comunque ricorrere ad altri conduttori e giornalisti. Tra l'altro sia Vespa che i redattori a casa, in isolamento ma senza sintomi da contagio, potrebbero comunque contribuire alla realizzazione delle puntate per quanto riguarda tutto il lavoro preparatorio. Perché chiudere del tutto Porta a porta? Se un quotidiano o un telegiornale o qualsiasi altra testata dovesse avere cronisti contagiati, lavorerebbe per poter comunque proseguire l'attività. La Rai ha tutte le professionalità per mantenere vivo quello spazio di informazione, anche nella parentesi di tempo in cui Vespa non potrà andare in onda. Perché non prevedere dei sostituti, invece di chiudere del tutto? Una scelta davvero poco comprensibile".