Coronavirus, Anzaldi (Iv): richiamare Bertolaso è la scelta giusta

Pol/Vlm

Roma, 9 mar. (askanews) - "Richiamare in servizio Guido Bertolaso e attribuirgli un ruolo di responsabilità nella gestione dell'emergenza Coronavirus sarebbe non soltanto una scelta giusta, viste le evidenti difficoltà che, in particolare a livello di decisione e di comunicazione a Palazzo Chigi, sono emerse, ma sarebbe anche un modo per restituire con riconoscenza all'ex capo della protezione civile il suo ruolo nell'ambito dello Stato". Lo scrive il deputato di Italia Viva, Michele Anzaldi, in un articolo pubblicato su "Huffington Post".

"Ho avuto l'onore di lavorare - prosegue Anzaldi - insieme a Guido, sono stato uno dei pochi a difenderlo quando in tanti lo attaccavano, vedo che oggi in tanti lo invocano, ma in pochi, forse, sono disposti a chiedergli scusa per il trattamento che ha ricevuto. Prima osannato per essere riuscito dove nessuno era arrivato, ad esempio a realizzare l'unico termovalorizzatore in Campania dopo anni di emergenza rifiuti, poi costretto ad andare in pensione anticipata, travolto mediaticamente da scandali che si sono rivelati, nei suoi confronti, bolle di sapone, con una lunga successione di archiviazioni. Negli anni in cui guidava la Protezione civile, infatti, Bertolaso aveva messo in piedi una squadra e una macchina in grado di intervenire ovunque in Italia e nel mondo, una squadra che aveva portato lustro all'Italia ad esempio per l'intervento dopo lo tsunami nel sudest asiatico nel 2005, ma soprattutto una squadra che era nata con la gestione dell'unico grande evento del nostro paese finito senza scandali e senza incidenti: il grande Giubileo del 2000. Un evento da 3.500 miliardi di lire finito senza processi, senza arresti, ma con una serie di grandi opere che ancora oggi sono le ultime in ordine di tempo regalate a Roma: la terza corsia della Roma-Fiumicino, il sottopasso di Castel Sant'Angelo (oggi uno dei musei più visitati di Roma), il rifacimento delle stazioni Termini e Tiburtina, il raddoppio della Galleria Pasa sotto il Gianicolo, la ferrovia San Pietro-La Storta. E poi una giornata memorabile: la Giornata mondiale della Gioventù a Tor Vergata. Papa Giovanni Paolo II decise di trasformare quell'Anno Santo nel Giubileo dei 2 milioni di giovani, le "sentinelle del mattino" come le ribattezzò Papa Wojtyla. Roma non aveva spazi adeguati per una tale marea di persone, così il sindaco Rutelli e Bertolaso si inventarono la spianata di Tor Vergata. Una decisione coraggiosa che sarebbe entrata nella storia".

"Bertolaso, nel corso di tutta la sua carriera, è sempre stato - scrive ancora Anzaldi - un servitore dello Stato, ha lavorato con governi di centrosinistra e di centrodestra. Ha costruito un team insuperabile, composto da persone in grado di lasciare il segno, come il suo indimenticabile portavoce Luca Spoletini, che ci ha lasciato troppo presto. Quella macchina oggi non c'è più, smantellata dal populismo e dalle lotte di potere. La Protezione Civile di Bertolaso è stata prima smantellata dall'allora ministro dell'Economia del Governo Berlusconi, Giulio Tremonti, che obbligò il dipartimento a chiedere il permesso al Mef e alla Corte dei Conti anche per le spese di somma urgenza. Poi è stata spazzata via dalla riforma voluta dal governo dei tecnici di Mario Monti. Tutti ricordano come, alla prima emergenza che fu la Costa Concordia nel 2012, la Protezione civile non esisteva più. Oggi servirebbe Bertolaso, servirebbe la sua squadra di allora, servirebbe un team in grado di guidare l'Italia fuori da questa terribile emergenza".