Coronavirus: appello al Governo dei precari dell'informazione, 'serve tutela adeguata'

Coronavirus: appello al Governo dei precari dell'informazione, 'serve tutela adeguata'

Palermo, 13 mar. (Adnkronos) – "La drammatica situazione odierna, dovuta alla diffusione mondiale del Covid-19, pone tutte e tutti in uno stato di preoccupazione che riguarda, in primis, la salute propria e dei propri cari, nonché della collettività tutta. Uscire da casa per svolgere il proprio mestiere è sempre più un rischio. I provvedimenti adottati per contrastare gli effetti economici di questa emergenza, riguardano una fetta dei lavoratori italiani ma non la totalità". Inizia così una lettera sottoscritta da un gruppo di precari dell'informazione, primo firmatario Francesco Bellina, tra cui fotoreporter, artisti e giornalisti che lanciano un appello al governo: "Considerato però, che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha, a nostro avviso giustamente, ritenuto opportuno escludere, nel decreto “Ulteriori misure di contenimento del contagio da COVID-19 sull’intero territorio nazionale" la chiusura delle edicole, considerando de facto l’informazione come un diritto necessario. Alla stessa stregua riteniamo che il lavoro dei fornitori, ancor più se precari o freelance, necessiti di un’adeguata e dedicata tutela".

"Noi, operatori precari dell’informazione, artisti, autori e freelance – spesso senza nemmeno la partita iva ma contribuenti attraverso la ritenuta d’acconto – sentiamo la necessità di porre i nostri bisogni all’attenzione della classe politica – si legge -Viviamo già da anni una perenne situazione di precarietà, dovuta all’abbassamento della qualità dell’informazione, a pagamenti tardivi e sotto la media europea, alle politiche retributive distruttive da parte di tanti media. Senza nessuna tutela minima della nostra qualità di vita. Oggi, siamo chiamati a uno sforzo ancora più grande: tentare di sopravvivere senza uscire da casa, senza contratti e con sporadiche collaborazioni".

E ancora: "Per queste ragioni, chiediamo una misura economica che consideri il mese corrente e che si estenda a tutta la durata dell’emergenza legata alla pandemia del Covi-19. Intendiamo relazionarci con le Istituzioni e con l’Fnsi, tentando di raccogliere tutte le adesioni dei nostri colleghi, molti dei quali già da tempo sfiduciati a causa del mercato che ci costringe, anche in tempi non bui come questi, a inumani sforzi per la nostra sopravvivenza. La qualità dell’informazione è un principio inderogabile così come la tutela dei lavoratori. Intendiamo, a partire da questo stato di necessità contingente, aprire una vertenza costruttiva, al fine di migliore la nostra informazione, la nostra società".